Bonus pubblicità: escluse le campagne Google

Agevolazioni fiscali per investimenti pubblicitari incrementali

Alberto Liviero
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L’articolo 57-bis del DL 50/2017[1],  ha previsto un’importante agevolazione di natura fiscale, nella forma di un credito di imposta. La norma, infatti, ha istituito un credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali (con incremento minimo dell’1% rispetto agli analoghi investimenti dell’anno precedente) effettuati dalle imprese, dai lavoratori autonomi e dagli enti non commerciali, sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale, nella misura del 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90 per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative. Ne ho già parlato qui. (Inserire link)

Banca IFIS Impresa

 

Qualche settimana fa leggevo un post su facebook di un amico che si domandava se il credito d’imposta pubblicità fosse usufruibile anche per l’acquisto di spazi pubblicitari tramite investimenti effettuati in campagne Google adwords o similari. In effetti, rileggendo la norma, la domanda è più che lecita. Incuriosito, non trovando risposta nella documentazione messa a disposizione nel portale del dipartimento dell’informazione e dell’editoria, provo a contattare via mail la segreteria del dipartimento. Dopo qualche giorno ricevo la seguente risposta (che adesso è stata pubblicata tra le FAQ):

Il credito d’imposta è riconosciuto soltanto per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulle emittenti radiofoniche e televisive locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione, ovvero su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, in edizione cartacea o digitale, iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione, e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile. Non sono pertanto ammesse al credito d’imposta le spese sostenute per altre forme di pubblicità. A titolo esemplificativo e non esaustivo: grafica pubblicitaria su cartelloni fisici, volantini cartacei periodici, pubblicità su cartellonistica, pubblicità su vetture o apparecchiature, pubblicità mediante affissioni e display, pubblicità su schermi di sale cinematografiche, pubblicità tramite social o piattaforme online, banner pubblicitari su portali online, ecc….

Cercando di sintetizzare: un investimento effettuato tramite gli strumenti di Google, con i quali la pubblicità finisce nel sito del quotidiano, sotto forma di banner, non consente di ottenere il bonus fiscale. Quando invece un investimento viene effettuato attraverso le concessionarie pubblicitarie, quindi la pubblicità finisce direttamente nel quotidiano o nel periodico (sia nella versione cartacea che on-line), allora si può accedere al bonus fiscale.

 

[1]convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e modificato dall’articolo 4 del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172

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Image credit: shutterstock