Compensazione dei debiti fiscali e sconto bancario dei crediti: la strategia del governo per le PMI

Studio Baldassi
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In questi giorni si sta discutendo a livello governativo su come ridurre il peso dei crediti della Pubblica Amministrazione dai bilanci della Piccola Media Impresa italiana. Nei precedenti articoli abbiamo spesso fatto il punto della questione, poichè a causa della mancanza di esigibilità del credito vantato, alcune aziende hanno subito delle dure ripercussioni sulla loro capacità di adempiere agli impegni di brevissimo periodo.

Secondo le stime, il debito accumulato dalla PA verso le aziende è pari a circa 60 miliardi di euro: cifra talmente elevata in un contesto di crisi da portare il governo a riunirsi per trovare una soluzione condivisa e capace di far ripartire la crescita delle imprese.

Le ipotesi al tavolo del Consiglio dei Ministri sono essenzialmente due, che potrebbero sbloccare circa 30 miliardi di euro da destinare alle PMI:

  • Miglioramento dell’attuale Fondo di Garanzia: l’idea è quella di stabilire quale sia l’organismo competente a cui spetta l’onere della verifica dei crediti maturati dalle aziende e come implementare un sistema di accertamento telematico (via internet). Inoltre è allo studio un sistema di compensazione tra la situazione creditoria e debitoria anche tra enti diversi; in questo caso il nodo maggiore da sciogliere sembra essere quello delle tasse, dove le aziende vorrebbero che fosse garantito loro l’esonero dal pagamento in egual misura ai crediti vantati dalla PA, scelta a cui il governo si è sempre opposto.
  • Una seconda opportunità a favore delle imprese è lo sconto bancario del credito. Le associazioni degli Istituti di Credito hanno già fatto conoscere al governo la loro disponibilità a firmare un’intesa su questo punto in tempi brevissimi.

 

La situazione sembra molto complessa perchè, seppur orientata alla riduzione dei debiti della Pubblica amministrazione, la proposta al vaglio del governo ne potrebbe aumentare la difficoltà gestionale. Ciò potrebbe portare l’esecutivo, a fronte di un aiuto finanziario per le imprese, a chiedere la promulgazione di un provvedimento contrario al naturale processo di sburocratizzazione della PA, con il possibile aumento dei suoi costi e del debito pubblico.