Cosa sono i Non Performing Loans?

Studio Baldassi
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Il mercato degli NPL in Italia è in crescita ed ha raggiunto dimensioni considerevoli. E’ possibile osservare il fenomeno da varie angolazioni: dal lato della domanda, si individuano gli operatori disposti ad acquistare o a lavorare “la merce”, quindi il credito; dal lato dell’offerta si trovano tutti i soggetti che erogano credito e che per diverse ragioni lo vedono evolvere in Non Performing Loan.

Se analizziamo il credito stesso, esso può avere svariate caratteristiche in funzione del prodotto sottostante e del soggetto debitore.

Questo ci permette di capire come il mercato dei non performing loans sia difficile da identificare con precisione. In Italia vede un numero esiguo di operatori locali ed un numero sempre crescente di operatori esteri con masse di liquidità ingenti e capacità industriale in divenire. NPL significa finanza e industria, il tutto in un connubio indissolubile, in quanto in mancanza di uno dei due aspetti, i margini restano una chimera.

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Finanza, in relazione alla capacità di muoversi sul mercato delle acquisizioni con ingenti quantitativi di denaro, da immobilizzare per lunghi periodi di tempo, in virtù della tipologia di asset acquisiti e della  capacità di gestione.

Industria, nella capacità di indirizzare le pratiche acquisite in processi volti ad arricchirle dal punto di vista informativo e ad aumentarne la probabilità di definizione positiva.

Come spesso accade in ambito finanziario, il contesto italiano è ancora acerbo rispetto a quello anglosassone. Negli USA e in UK esistono realtà attive in un mercato che sembra non evidenziare alcun segnale di crisi.

Per esempio la  Portfolio Recovery Association, realtà statunitense, ha come obiettivo primario l’investimento in portafogli retail non garantiti;  ne ha acquisiti 2.500 nella sua storia per 30 milioni di posizioni, gestiti con 3.000 dipendenti e i risultati non mancano: nel 2011 705 milioni USD di incassato e circa 100 milioni USD di utile netto. PRA individua come elemento di successo la capacità di trasformare informazioni sui crediti e sui debitori in decisioni operative di recupero descrivendo le informazioni come “materia prima” e la decisione come “prodotto finito”.

Possiamo affermare che lo sviluppo di competenze nella gestione dinamica dei crediti e nel processo di workout sarà un fattore critico di successo, e dovrà essere accompagnato da una segmentazione del portafoglio atta a migliorare la qualità dei dati e a impostare strategie di recupero. E questo è certamente l’approccio e la strada che l’Area NPL di Banca IFIS sta intraprendendo, con oltre 20 anni di esperienza, distinguendosi per la capacità di valutazione ed acquisto di importanti portafogli; inoltre ha costituito un eccellente database con informazioni specifiche in relazione a centinaia di migliaia di posizioni. Oggi l’area NPL gioca un ruolo fra i leader del mercato, con un modello di business che si basa sulla capacità di gestire, in maniera ottimale, sia la fase di acquisizione che di gestione dei crediti. A inizio anno sono stati effettuati importanti acquisti di portafogli da due grandi gruppi bancari internazionali e un terzo accordo si è concluso a fine giugno. Nell’anno appena trascorso, il focus dell’attività si è concentrato sul rafforzamento dei processi, delle risorse e degli strumenti applicati nella gestione delle posizioni di credito, pari a circa 400.000 a fine periodo.

 

Articolo scritto da:

Andrea Clamer

Responsabile Area NPL
Gruppo Banca IFIS