Cos’è il Recovery Fund e perché se ne parla tanto?

Tutti gli Stati Membri possono avere accesso al sostegno purché presentino un piano di investimento concreto e sostenibile.

Redazione MondoPMI
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L’Unione Europea ha previsto una serie di aiuti per gli stati membri, tra i quali il Recovery Fund. Si tratta di un sostegno finanziario rivolto ai Paesi Comunitari pari a 560 miliardi di euro, dei quali 310 miliardi vengono concessi a fondo perduto e 250 miliardi sotto forma di prestiti. In base alla proposta formulata dalla Commissione Europea, l’Italia potrà ricevere in tutto 172,2 miliardi di euro: 81,8 miliardi a fondo perduto e 90,9 miliardi in finanziamenti.

 

Banca Ifis

 

In questo articolo, cerchiamo di capire come funziona il piano di rilancio Next Generation EU che dovrebbe aiutare l’Europa a ripartire dopo lo stop dell’emergenza Coronavirus, e quale funzione ha il Recovery Fund in questo processo.

Il piano di rilancio

Il piano di rilancio dei Paesi Comunitari prevede l’erogazione di un finanziamento pari a 750 miliardi di euro. L’Europa emette, quindi, un debito di pari valore sotto forma di bond a tripla A di lungo periodo, con rimborso agli investitori dal 2028 al 2058. Questa somma viene poi distribuita tra i vari Stati Membri attraverso diversi mezzi, come il REACT-UE a sostegno delle conseguenze della crisi Coronavirus, Il Fondo europeo per lo sviluppo rurale, il Sostegno alla solvibilità, InvestEU per investimenti in settori strategici, e molti altri.

Il Recovery Fund

Rientra in questi mezzi anche il Recovery Fund (Recovery and Resilience Facility), un finanziamento pari a 560 miliardi di euro, erogabili per sostenere investimenti e riforme dei Paesi dell’UE.

Tutti gli Stati Membri possono usufruire del Recovery Fund?

Esistono delle misure di condizionalità: i singoli Paesi, infatti, sono chiamati a presentare dei “piani” di investimento e ad impegnarsi ad attuarli, pena la perdita del denaro. I prestiti, infatti, vengono erogati a rate, ognuna delle quali è legata a un preciso obiettivo del piano. I Paesi che non portano a termine uno degli obiettivi, perdono tutte le rate successive del finanziamento. I piani di investimento potranno essere presentati già da ottobre, insieme ai programmi di bilancio.

Tutti gli Stati Membri potranno, quindi, avere accesso al sostegno purché presentino un piano di investimento concreto e sostenibile, che verrà sottoposto al vaglio della Commissione Europea. I finanziamenti verranno, inoltre, concessi in proporzione alle perdite economiche subite dai singoli Paesi durante l’emergenza Coronavirus. Per stabilire l’ordine di priorità si prenderanno in considerazione indicatori come la prosperità relativa e il tasso medio di disoccupazione.

E le tempistiche di assegnazione? Secondo quanto annunciato, il 60% dei contributi a fondo perduto dovrebbe essere assegnato entro la fine del 2022, il restante 40% entro la fine del 2024.