Credit crunch: nuovo sostegno all’accesso al credito per le PMI

Studio Baldassi
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Uno degli elementi maggiormente sentiti dagli imprenditori in questo periodo di crisi è la contrazione del credito, il cosiddetto Credit Crunch. Molte aziende infatti, spesso a causa dei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione o per una riduzione della domanda, non riescono a garantirsi la liquidità necessaria per adempiere agli obblighi finanziari di breve periodo, come ad esempio il pagamento degli stipendi dei propri dipendenti. Ma non è solo un tema di ritardo di pagamenti: il Credit Crunch infatti limita l’operatività delle Piccole Medie Imprese e riduce la possibilità di compiere investimenti per la crescita e per competere con mercati sempre più strutturati ed internazionali.

Un problema grave, perchè l’assenza di finanziamenti alle imprese o di fondi destinati alla loro crescita limita fortemente la possibilità di migliorare il business. Da un punto di vista macroeconomico, questa assenza rende vani gli sforzi di uscire dalla crisi per l’intero sistema Paese.

Sulla spinta di tale necessità, ossia quella di tutelare le Piccole Medie Imprese, il Ministero del Tesoro, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e Banca d’Italia hanno deciso di impegnarsi su una strategia di rilancio chiamata “Finanza per la crescita”. Tale progetto intende individuare  e dare concreta attuazione a dei programmi finanziari volti a favorire l’accesso al credito per le aziende di piccole dimensioni.

L’idea è quella di studiare delle possibili vie d’uscita dalla crisi, che possano svilupparsi secondo le seguenti direzioni:

  • individuare una strategia volta a potenziare lo strumento della garanzia pubblica;
  • sviluppare  nuovi fondi di sostegno già in atto in altri Paesi europei;
  • affiancare ai fondi disponibili anche delle azioni e dei programmi di sostegno sostenuti dalla Banca Europea degli Investimenti (Bei);
  • attenzione ed aumento all’ingresso e alla partecipazione di investitori istituzionali;
  • favorire l’apporto di capitale proprio nel contesto imprenditoriale;
  • estendere alle PMI lo strumento del crowdfunding, oggi molto sviluppato nelle startup.

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