Credito alle PMI: aumentano le richieste

Secondo i dati del barometro CRIF il secondo trimestre segna un +5,8%.

Redazione MondoPMI
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Il dato è veritiero e importante: le piccole medie imprese italiane hanno bisogno di finanziarsi e le banche continuano ad essere i loro interlocutori principali.

È il barometro CRIF a rilevarlo, lo strumento che raccoglie e misura le informazioni sulla maggior parte dei finanziamenti erogati nel mercato retail italiano. Sembra quindi scongiurato un immediato effetto Brexit, che anche se ufficiale da pochissimo, sembra al momento non spaventare le imprese italiane che continuano a necessitare di capitali per consolidare e far crescere la propria attività.

riagganciati i livelli del 2008

L’analisi evidenzia l’andamento delle richieste di nuovi prestiti e mutui, con cadenza mensile su dati aggiornati alla fine del mese precedente, e l’evoluzione della domanda di finanziamenti delle imprese. Oltre alla quantità, quindi, aumenta l’importo medio delle richieste, tra aprile e giugno, che sfiorando gli 82 mila Euro torna ai livelli pre-crisi. 

Sono le società di capitali le protagoniste di questo exploit, raggiungendo i livelli del 2008, e riuscendo a doppiare l’importo medio delle richieste del periodo 2009-2011. Da inizio anno le cose sembrano aver preso una piega nuova e aggregando i dati dei primi sei mesi del 2016 si nota un incremento di oltre 10mila Euro degli importi medi richiesti. Questo risultato si è ottenuto grazie anche agli istituti bancari che sono stati, nell’ultimo periodo, meno selettivi nei confronti delle imprese.

Trentino Alto Adige a gonfie vele

Nel territorio balzano all’occhio i numeri della provincia di Bolzano che registra un importo medio del primo semestre che arriva quasi a 350mila Euro, circa 4 volte superiore alla media nazionale precedendo i 131mila Euro della provincia di Trento e i 128mila di quella di Arezzo. Fanalino di coda la provincia di La Spezia, accompagnata appena un gradino sopra da un’altra provincia ligure, quella di Imperia.

Le note dolenti arrivano dall’analisi delle province che fanno dei passi indietro rispetto alla precedente rilevazione: Piacenza, Parma e Rimini un tempo zone vivaci dal punto di vista imprenditoriale occupano tre delle ultime quattro posizioni della graduatoria.

Le banche mostrano una maggiore propensione nel finanziare le PMI, concentrandosi su forme alternative come il Factoring e altri servizi accessori nell’area finance e accounting. I segnali per una ripresa stabile sono ancora molto deboli, ma il fare squadra tra istituti e imprese sembra la via giusta per uscire da una recessione che già molto e forte ha colpito il nostro tessuto economico.

Image Credit: shutterstock