Cresce il numero di imprese attente al welfare aziendale

Maggiori benefici in un contratto su tre

Redazione MondoPMI
0
0

Cresce il numero di imprese attente al welfare aziendale. Lavorare in un ambiente che favorisce le buone condizioni dei propri impiegati è in realtà molto importante, visto che sarà proprio l’andamento dell’azienda stessa a risentirne.

In molti stati, soprattutto quelli americani, da diversi anni si pone un occhio di riguardo al benessere dei propri dipendenti. Ultimamente anche in Italia si è iniziato a percepire il benessere dei propri lavoratori come uno dei cardini principali del funzionamento interno all’impresa. Grazie a maggiori incentivi e ad una tassazione minore rispetto al passato è aumentata la cifra delle aziende che mettono a disposizione dei dipendenti alcuni benefici e vantaggi. Vari sono infatti i servizi di welfare aziendale offerti, di cui abbiamo già parlato qui.

Dalla ricerca Welfare Index PMI condotta quest’anno su un campione di 3.422 piccole imprese è emerso che il 40% di queste è attivo in almeno 4 aree di welfare aziendale. Il 58% in tre. Mentre le imprese che attuano iniziative in un numero pari o superiore alle sei aree sono raddoppiate. Se nel 2016 erano il 9,8%, nel 2017 sono il 18,3%.

Come registrato in passato non vi è una differenza significativa a livello di localizzazione territoriale. La diffusione tra Nord, Centro e Sud Italia risulta essere infatti piuttosto ben distribuita.

I settori produttivi analizzati sono quelli appartenenti all’industria, al commercio e i servizi, all’agricoltura, all’artigianato, e agli studi e ai servizi professionali, oltre a quello del Terzo Settore.

[BannerArticolo]

Come cresce il numero di imprese attente al welfare aziendale?

Per le diverse aree d’indagine è risultato che:

  • il 71% delle imprese fortemente attive nel welfare ha raggiunto risultati positivi
  • Che solo 2 su 10 hanno conoscenze adeguate in materia di welfare
  • Nel 22% dei casi le imprese si sono associate ottenendo risultati maggiori
  • Per il 54% è risultata fondamentale l’alleanza con imprese della stessa provincia o regione. 

Quali sono le novità grazie a cui cresce il numero di imprese attente al welfare aziendale?

Nel 2017 è stato inoltre introdotto il Rating Welfare Index PMI. Indicatore sintetico che per ogni azienda mostra il livello di welfare dell’impresa nel modo più veloce e riconoscibile.

Per quanto riguarda la detassazione dei premi di risultato è possibile ora convertire il premio monetario in benefit previsti nel piano welfare dell’azienda. Questa possibilità deve essere sottoscritta tramite un contratto di secondo livello stilato dai rappresentanti di aziende e lavoratori.

Dai dati deducibili dal recente controllo effettuato dal Ministero del Lavoro sui premi di produttività è emerso che 3.909 contratti dei 12.711 attivi permettono ai dipendenti di scegliere il welfare aziendale “esentasse” come alternativa al bonus monetario previsto dalla busta paga e tassato al 10%. Il limite del bonus è passato dai 2mila euro ai 3mila e il tetto di reddito per i beneficiari da 50mila a 80mila euro lordi all’anno.

In caso di conversione del premio in servizi per la sanità e di previdenza integrativa, si arriva all’azzeramento dei limiti di deducibilità. Si tratta di 3.600 euro per le spese sanitarie e di 5.200 euro per la previdenza integrativa.

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock