Crisi di liquidità e PMI: nel Nord-Est le più colpite

Redazione MondoPMI
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La CGIA di Mestre comunica i dati relativi ai finanziamenti bancari per le PMI nell’ultimo triennio, evidenziando il crollo nella concessione di credito alle imprese di tutta Italia e gli effetti di questa crisi di liquidità: la contrazione registrata dal 2014 al 2017 ammonta a 62,4 miliardi di euro e sembra essere in continuo aumento.

Non disponendo delle risorse necessarie, per molte aziende diviene quasi impossibile effettuare investimenti produttivi per la propria attività, frenando quindi la stessa crescita economica del Paese: la difficoltà nel proseguire la propria attività riguarda in particolare le piccole e piccolissime imprese, prive di liquidità e meno capitalizzate rispetto a entità di maggiori dimensioni.

Il rapporto mette in risalto in particolare la situazione delle aziende del Nord-Est: in termini assoluti le imprese venete, infatti, risultano essere quelle maggiormente colpite, riportando tagli di prestiti pari a 10,8 miliardi di euro. Il Veneto è preceduto solamente dalla Lombardia, 15,9 miliardi di euro in meno rispetto al 2014, che vanta tuttavia un numero di imprese doppio rispetto al territorio veneto. Nonostante la riduzione dei finanziamenti da parte degli istituti bancari, il Veneto è comunque riuscito a superare la crisi di liquidità, reagendo addirittura con una crescita nel settore manifatturiero, edilizio e turistico, con un aumento dell’export e con un calo della disoccupazione, scesa sotto il 7 per cento. Altre regioni che hanno subito ingenti tagli in merito a finanziamenti negli ultimi tre anni sono le Marche, la cui diminuzione è stata del 10,4 per cento, e l’Emilia Romagna, 9,1 per cento in meno. Si nota come siano proprio le regioni più industrializzate e ricche di piccole e medie imprese quelle maggiormente colpite da questo crollo finanziario, provocando un notevole calo di investimenti produttivi a causa di mancati finanziamenti.

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I dati relativi invece alle province che sono state più toccate dalla crisi finanziaria delle banche sono:

  • Isernia, -19,5%
  • Mantova, -19%
  • Ferrara, -17,8%
  • Rieti, -17,4%,
  • Rimini, -17,3%
  • Belluno, -14,4%

I dati fanno quindi presumere come la crisi di liquidità dell’ultimo triennio 2014-2017 possa aver rallentato se non addirittura bloccato le attività di molte imprese italiane, in particolare le piccole e medie. Ci si aspetta perciò una serie di interventi da parte dello Stato al fine di attutire il peso derivante dal crollo degli istituti bancari e fornire un sollievo nel mondo delle PMI.

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Image credit: shutterstock