Dopo la laurea: quali opportunità per i giovani?

Studio Baldassi
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In un tempo in cui molti parlano di cambiamento, e almeno altrettanti di crisi, le opportunità per i giovani neolaureati o laureandi latitano. La disinformazione regna spesso sovrana ed alcuni dei nostri giovani finiscono preda di una spirale che comprende di solito il “galleggiare all’università” il più possibile per poi prevedere percorsi di migrazione quando va bene verso le grandi capitali italiane, quando invece “tocca” (o si desidera) anche all’estero. Se gli Stati Uniti propongono “20 under 20” come reality per trovare i giovani più visionari, il nostro Paese stenta a decollare e le Piccole Medie Imprese del territorio lamentano assenza di competenza o mancanza di giovani qualificati. Il motivo risiede spesso purtroppo nell’errata convinzione che l’università possa fornire tutte le competenze necessarie per essere competitivi nel mondo del lavoro, convinzione che è spesso vanificata dalla necessità per i giovani (e aggravio per il portafoglio dei familiari) di conseguire un master per divenire almeno “eleggibili” a colloqui di qualità. Quali opportunità per i nostri giovani nel post laurea?

Un sogno chiamato carriera: nei giorni immediatamente successivi alla laurea comincia la lunga trafila che passa dalla stesura del curriculum ai colloqui più disparati. Spesso si comincia con uno stage, si continua con uno stage, e si finisce con uno stage.. In un momento piuttosto complesso per la nostra economia solo una specializzazione molto verticale (il “saper fare”) può essere premiata con accordi contrattuali e salariali importanti. Oggettivamente in difficoltà sono invece i professionisti del “far sapere” (comunicazione aziendale) a causa della troppa concorrenza in questo settore e di un mondo poco regolamentato. Tengono sempre i mestieri legati all’ingegneria e alle scienze applicate e, a sorpresa, buone opportunità tornano nel settore primario e secondario meno legate alla grande industria e più vicine alla riscoperta della competenza italiana e delle piccole imprese

Fare impresa: spesso per stanchezza o delusione, a volte per vera intraprendenza, alcuni giovani scelgono di lanciarsi nel mondo dell’imprenditorialità lanciando “startup” digitali o “fisiche” ed appoggiandosi ad un sistema di accelerazione e incubazione che sta pian piano prendendo forma nel nostro Paese. Questa scelta potrebbe rappresentare un’alternativa intelligente e controcorrente per molti giovani volenterosi con idee nuove, nella convinzione che le idee non bastano per portare avanti un progetto che richiede un team qualificato, un buon prodotto ed un mercato pronto a recepirlo. Lo sapevate ad esempio che la tecnologia di napster esisteva ben prima del suo successo ma non è stata “capita” dal mercato in quel particolare momento?

Varie ed eventuali: esistono altre vie. La ricerca, il dottorato, l’impiego pubblico. Si tratta di mondi complessi che il nostro sistema dovrebbe senza dubbio premiare con maggior grinta ed energia, realtà che spesso contribuiscono al benessere o alla credibilità di un Paese cui non si può chiedere una redditività diretta anche se esistono begli esempi di “spin off”.

Spesso molti giovani si limitano alla prima e terza opzione nel post laurea, sicuramente ad oggi l’idea di dare vita ad una propria impresa con le spalle “coperte” da finanziamenti o realtà di incubazione è una possibilità reale, anche onestamente per merito di un “effetto moda” che il mondo delle startup sconta. Creare un’azienda da zero non è facile, molti giovani però stanno rischiando e credendo nei propri sogni, avete provato a dare un occhio all’hashtag #startup su Twitter? Quello che accade “la fuori” è sicuramente legato a un momento di complessità del mercato in cui tutti siamo chiamati a ripensare il contesto di lavoro e i nostri progetti personali ma.. voi? Raccontateci la vostra esperienza post laurea, come è andata?

Articolo redatto da :

Giorgio Soffiato
www.marketingarena.it