Elettricità, per la Piccola Media Impresa italiana la bolletta è sopra la media UE

Studio Baldassi
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Un recente studio della Confartigianato ha riscontrato un differenziale di oltre 10 miliardi di euro tra le bollette elettriche delle PMI italiane e la media europea.

Un risultato derivante del progressivo aumento dei prezzi dell’elettricità per uso industriale in Italia: la ricerca rivela che tra il 2009 e il 2011 l’aumento nel nostro paese è stato del 17,4% contro il 5,9% registrato nell’eurozona, ampliando così ulteriormente il gap passato dal 26,9% del 2009 al 35,6% del 2011. Altro fattore determinante ad incidere nelle tasche dell’imprenditore è la pressione fiscale, ormai giunta intorno al 21% sul prezzo finale del servizio.

Le Piccole Medie Imprese che presentano il conto più salato sono quelle del Nord, le quali nel 2011 hanno pagato 5.848 milioni di euro in più rispetto ai competitors europei. In cima alla speciale classifica regionale troviamo la Lombardia, seguita da Veneto ed Emilia Romagna. La provincia più colpita è Milano, che totalizza da sola un differenziale di 555 milioni di euro.

Decise le parole di Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato: “Il costo dell’energia elettrica per uso industriale è una delle tante zavorre che frenano la corsa delle imprese italiane. Anche su questo fronte chiediamo al Governo di agire in fretta per cominciare ad avvicinarci agli standard degli altri Paesi dell’UE”.