Factoring in Italia nel 2017: il mercato secondo Assifact

una panoramica del mercato del Factoring in Italia nel 2017

Redazione MondoPMI
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factoring in italia nel 2017

Cresce il volume di affari per il Factoring in Italia nel 2017; il paese si conferma uno dei più importanti mercati a livello mondiale, sul quale però pesano abitudini di pagamento aliene rispetto alla media europea. Questo componente si traduce in costi maggiori del servizio sia per i Factors che lo erogano, sia per le imprese che ne fanno uso; ciò nonostante, il Factoring rimane un servizio importante e sempre più utilizzato dalle imprese italiane; di qui le proposte di Assifact, l’Associazione Italiana per il Factoring: nell’ambito della riforma in corso alla normativa europea, Assifact è impegnata a proporre regole che non penalizzino le aziende italiane e gli operatori attivi del Factoring in Italia.

Factoring in Italia nel 2017: il trend generale

Al 31 maggio il volume di affari per il Factoring in Italia nel 2017 raggiunge gli 81 miliardi di euro. L’ incremento rispetto al 2016 fa registrare un +12,6%; le previsioni degli operatori mostrano per la chiusura dell’anno un assestamento a +7,79% in volume.

Il monte crediti in essere presenta un segno positivo, + 4,61% rispetto al 2016; anche gli impieghi crescono del 6,38%

L’immagine demografica del Factoring in Italia nel 2017 ci mostra il paese come il quinto mercato per dimensioni, dopo UK, Cina, Francia e Germania.

Il mercato presenta una significativa concentrazione territoriale: il 54,94% dei crediti ceduti sul mercato italiano sono relativi a creditori che risiedono in Lombardia o Lazio; se si considerano invece i debiti corrispondenti a quei crediti ceduti, essi riguardano per il 47,48 debitori che risiedono in Lombardia o Lazio. Al terzo posto troviamo il Piemonte, con una percentuale del mercato misurato in crediti pari al 12,28%, ed un 7,38% del mercato misurato in debiti

Che tipo di crediti sono stati ceduti nel Factoring in Italia nel 2017? Per il 23% sono debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione, in particolare del sistema sanitario nazionale e dell’amministrazione centrale (il che spiega in parte la concentrazione sul Lazio dei crediti ceduti).

Quasi un quarto del volume totale in debiti verso la PA significa che i comportamenti debitorii della Pubblica Amministrazione hanno un peso rilevante nel determinare le performances medie nel mercato del Factoring quest’anno:

  • di tutti i debiti della PA ceduti ai Factors, il 37% è scaduto senza essere stato onorato;
  • il 60% di questi debiti scaduti, lo è da più di un anno.

Con un po’ di aritmetica, vediamo la PA responsabile per l’8,51% dei debiti factorizzati scaduti; una parte importante di questi, poi, è scaduta da più di un anno.

Anche i pagamenti delle aziende sono però marcatamente in ritardo rispetto alle medie europee:

  • media pagamenti aziende italiane: 52 giorni contro 37 media europee
  • media pagamenti PA italiana: 92 giorni contro 41

pur in miglioramento nell’ultimo anno, questi valori rimangono tra i peggiori dell’eurozona.

l’impatto delle abitudini di pagamento sul Factoring in Italia nel 2017

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Esistono norme europee di vigilanza prudenziale, che tutelano la solidità e la solvibilità delle aziende di factoring; queste norme prevedono che il sistema creditizio risponda a precisi requisiti di capitale. Quando un operatore di Factoring vede crescere nel suo portafoglio la quota di crediti deteriorati, cioè considerati difficili da riscuotere, è costretto ad adempimenti relativi al capitale che servono a preservare la sua solidità. Questo determina però maggiori costi per l’operatore stesso.

Nel nostro caso, quello che conta è che secondo le stesse norme di vigilanza prudenziale, tutti i crediti scaduti da più di 90 giorni sono da considerarsi deteriorati; si comprende che il solo effetto della Pubblica Amministrazione che paga in media oltre i 92 giorni, fa aumentare la percentuale di crediti automaticamente considerati deteriorati sul mercato italiano. Se si aggiunge una media di 52 giorni per le aziende, si comprende come i portafogli italiani dei Factor contino più crediti “deteriorati” di quelli di altri paesi, a parità di condizioni. Il risultato di questo fattore è un incremento dei costi per gli operatori di Factor sul mercato italiano, che in generale finisce per pesare anche sulle aziende virtuose con un incremento nei costi di servizio.

Le proposte di Assifact per migliorare la situazione del Factor in Italia nel 2017

 

Assifact è l’associazione italiana per il Factoring; fondata nel 1988, si propone di aggregare gli operatori di factoring, e di incentivare uno sviluppo efficiente del mercato del factoring. Assifact avanza delle proposte per la soluzione del problema dei crediti considerati deteriorati; è peraltro in corso la revisione della normativa sul Factor a livello europeo, per cui il momento è propizio per promuovere una riforma. Le proposte di Assifact sono:

  • Escludere i debiti commerciali dalla regola dei 90 giorni
  • Calcolare i 90 giorni non dalla data di scadenza della fattura, ma dalla data di pagamento attesa.

Con queste proposte, Assifact calcola che sarebbe possibile liberare 2,25 miliardi di finanziamenti per le imprese italiane.

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Image credit: shutterstock