Factoring: mercato in crescita in tutto il mondo

Studio Baldassi
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Gli ultimi anni di difficoltà economica per le imprese hanno portato le stesse a valutare degli strumenti di finanziamento alternativi a quelli tradizionali per contrastare il credit crunch ed il ritardo dei pagamenti. Tali problemi di reperimento della liquidità per la gestione a breve degli impieghi hanno spinto numerose Piccole Medie Imprese a considerare il Factoring come soluzione.

Dai dati emessi dalla Banca d’Italia, il Factoring rappresenta l’11% del del Prodotto Interno Lordo italiano e muove un volume d’affari che nel 2011 ha coinvolto ben 590 miliardi di crediti commerciali, in crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Il motivo di tale evoluzione è semplice: se da una parte ricorrere al finanziamento alle aziende risulta complesso a causa della diffidenza degli Istituti di Credito, l’utilizzo del Factoring potrebbe essere la soluzione per le PMI in salute.

Il Factoring permette una valutazione delle aziende diversa dai metodi tradizionali che considerano esclusivamente l’azienda cedente, ma focalizza la ponderazione anche sulla qualità dei crediti e di conseguenza sui debitori, rendendo di fatto meno rischiosa la concessione di capitale. Va da sè che se l’investimento è meno rischioso per il Factor (per esempio un Istituto di Credito), anche i tassi di interesse praticati sono in media più bassi rispetto a quelli del finanziamento tradizionale.

Il trend di crescita non è solo italiano: in tutto il mondo infatti si è registrato nel 2011 un incremento record, con 175 miliardi di euro di turnover, ipoteticamente uno dei più forti mercati mondiali. A livello macroeconomico, la Cina detiene il primato con una quota del 13.64% del mercato, seguita da Regno Unito (13.3%).

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