“Finanza per la crescita”: la proposta italiana per le PMI

Redazione MondoPMI
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Innovazione, crescita, credito, tanti sono i temi emersi all’ultimo forum Ambrosetti “Lo scenario di oggi e di domandi per le strategie competitive”, organizzato nella cornice di Villa D’este a Cernobbio. Protagonista dell’ultima giornata è stato sicuramente Sergio Marchionne, l’AD di Fiat Chrysler ha infatti suonato la sveglia al governo Renzi con le sue parole.

L’Invito di Marchionne è quello di “dimagrire, asciugare la presenza dello Stato nella vita di persone e imprese e rimuovere gli ostacoli dai binari”.

Troppa burocrazia e poco accesso al credito, il manager alla sua prima partecipazione al forum si mette nei panni del “consigliere” invitando il governo alla concretezza:

“Il consiglio che posso dare è questo: dalla vostra to do list, che sappiamo essere lunghissima, scegliete tre cose, realizzatele, e poi passate alle tre successive”.

A seguire l’intervento più asciutto del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che difende le azioni del governo specificando che il programma millegiorni serve a ridare competitività al Paese.

Il problema emerso in più interventi sembra essere quello della scarsa fiducia delle persone, in particolare degli imprenditori italiani che faticano ad ottenere prestiti alle imprese ed ancora non vedono i provvedimenti del Governo scaricarsi a terra sulle loro attività.

Per far fronte a questo contesto il Governo sta lavorando per favorire canali di finanziamento alternativi alle banche, con particolare attenzione alle PMI. Il documento “Finanza per la crescita“, preparato dal Ministro Padoan in vista della riunione Ecofin in programma a Milano il prossimo sabato, analizza la drammatica caduta del credito nell’economia reale iniziata nel 2012, evidenziando per punti alcune proposte da presentare.

  • Credito per le PMI. Incentivare gli investitori istituzionali nel supporto delle PMI rivedendo dove possibile la regolamentazione prudenziale o sviluppando intermediari specializzati. Insistere sui Mini-Bond.
  • Monitoraggio PMI. Raccogliere informazioni ed istituire un sistema di dati europeo con standard omogenei, per valutare lo stato di salute delle imprese più piccole.
  • Patrimonializzazione. Intervenire con la leva fiscale per rendere più neutrale la tassazione in quei Paesi dove è più favorevole al debito rispetto all’equity.
  • Capitale di rischio. Più spazio ai venture capital diversificando le fonti di finanziamento all’impresa.
  • Infrastrutture. Vanno privilegiati strumenti di finanziamento innovativi come: project bond, partnership pubblico-privato, programmi di garanzia, specifici fondi infrastrutturali.
  • Fondi a lungo termine. La proposta italiana punta su un riassetto regolamentare dei fondi di investimento a lungo termine.
  • Cartolarizzazione. Lavorare per un solido e affidabile mercato delle cartolarizzazioni basato su un set di regole omogenee. Un intervento che continua a basarsi sulle banche per originare credito ma che va integrato con strumenti extrabancari.

Secondo il Ministro dell’Economia è necessario mettere sempre di più al centro delle nuove strategie le PMI, vero cardine dell’economia europea. “I mercati dei capitali negli anni scorsi hanno lavorato bene per le grandi imprese mentre non sono stati attrattivi per le PMI e le mid-cap. Ora bisognerà agire per invertire questo trend”.

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