Finanziamenti alle aziende agricole emiliano romagnole

Redazione MondoPMI
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Per evitare di rivivere situazioni di pesante siccità come quelle della scorsa estate, la Regione Emilia Romagna ha deciso di provvedere stanziando risorse per realizzare approvvigionamenti idrici: per l’occasione sono stati istituiti due bandi, volti alla concessione di finanziamenti alle aziende agricole emiliano romagnole e ai consorzi di bonifica che investiranno nella realizzazione e/o nell’ampliamento di bacini di raccolta per lo stoccaggio dell’acqua piovana. Un provvedimento necessario per garantire alle realtà del territorio adeguate riserva idriche per l’irrigazione dei campi anche in caso di prolungata scarsità di precipitazioni.

Per queste misure anti-siccità sono stati stanziati dalla Regione risorse per 18 milioni di euro, suddivise in due bandi del Programma Regionale di Sviluppo Rurale 2014-2020. Mentre per il primo, destinato ai consorzi costituiti da imprese agricole, sono stati stanziati 7,9 milioni di euro, per il secondo, rivolto invece agli enti di bonifica, una cifra intorno ai 10 milioni di euro. La differenza sostanziale tra i due bandi è la capacita di copertura delle spese ammissibili: nel primo caso, infatti, i finanziamenti alle aziende agricole emiliano romagnole copriranno il 60% dell’investimento, mentre per i consorzi di bonifica, le agevolazioni saranno valide per la totalità dei costi ammissibili.

Nello specifico, il primo bando prevede finanziamenti per la realizzazione di progetti aventi come oggetto invasi di capacità compresa tra i 50 mila e i 250 mila metri cubi, il cui costo deve variare da un minimo di 100 mila euro a un massimo di 1,2 milioni di euro. Quanto al secondo bando, sia la capacità di stoccaggio dei bacini, compresa tra i 100 mila e i 250 mila metri cubi, sia la disponibilità finanziaria per ogni progetto, tra i 500 mila euro e 1,5 milioni di euro, è maggiore.

I finanziamenti alle aziende agricole emiliano romagnole e ai consorzi di bonifica saranno erogati dalla Regione a copertura dei costi di realizzazione dei progetti. Tra le spese che saranno considerate ammissibili, oltre alla vera e propria costruzione o ampliamento dei bacini di raccolta, ci potranno essere quelle sostenute per:

  • opere di distribuzione in pressione dell’acqua;
  • lavori accessori, come recinzioni, cancelli, scalette di risalita e cartelli;
  • sistemi per la gestione della rete idrica
  • progettazione e realizzazione di studi di fattibilità
  • acquisto dei terreni o indennità di esproprio per pubblica utilità (solo per i consorzi di bonifica)

Queste attività, tuttavia, potranno essere coperte solamente entro il limite del 10% del costo totale del progetto.

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Le aziende agricole riunite in consorzi e gli enti di bonifica potranno presentare domanda di finanziamento a partire dal 10 novembre 2017: per inviare la richiesta di partecipazione e le necessarie documentazioni i candidati dovranno utilizzare l’apposita modulistica messa a disposizione da Agrea e la piattaforma Siag. Il termine ultimo è previsto per il 18 gennaio 2018 per il primo bando e per il 31 gennaio per il secondo. La valutazione di ogni progetto verrà effettuata su determinati aspetti, considerati prioritari per la giuria che stilerà successivamente la graduatoria: alcuni di questi sono ad esempio la localizzazione degli interventi (se il progetto è realizzato in aree rurali svantaggiate otterrà punteggi maggiori rispetto ad altre meno problematiche), il numero di aziende coinvolte, la quantità di ettari utilizzati o il risparmio idrico previsto.

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Image credit: shutterstock