Finanziamenti alle aziende: cresce il Factoring in Italia

Redazione MondoPMI
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Cresce il mercato del Factoring in Italia.

Per chi non lo conoscesse si tratta di un finanziamento alle aziende mediante cessione del credito che prevede un rapporto su base continuativa tra tre soggetti: il factor (o società di factoring), l’impresa cedente e il debitore ceduto.

Ricorso al Factoring nel 2014

Nel 2014 lo strumento di credito alle imprese fa registrare 178 miliardi di euro di crediti acquistati, +2,81% rispetto all’anno precedente.

Secondo Rony Hamaui, Presidente di Assifact, il factoring è stato vicino alle imprese nonostante la situazione difficile per il credito delle PMI italiane e per il prossimo anno si prevede una crescita ulteriore. Di seguito alcuni dati significativi:

  • Volume d’affari: +2,81% nel 2014, +3,36% la previsione 2015;
  • Tempo medio pagamento tra imprese: riduzione da 96 a 94 giorni e da 31 a 29 giorni del ritardo medio;
  • Tempo medio per la PA: 165 giorni e ritardo calato da 90 a 85.

Se guardiamo al territorio, le regioni che hanno utilizzato di più il factoring sono:

  • Lombardia: 30,82%;
  • Lazio: 26,14%;
  • Piemonte: 9,38%;
  • Veneto: 6,93%;
  • Emilia Romagna: 6,74%.
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Crediti Pubblica Amministrazione

Il 29% del portafoglio complessivo dei crediti gestiti dalla società di factoring è costituito dai crediti verso la Pubblica Amministrazione (dato al 31 dicembre 2014):

  • enti sanità 38,7%;
  • amministrazioni centrali 29,8%;
  • amministrazioni locali 28,8%.

Rispetto alla precedente indagine del 2011, che evidenziava uno scaduto del 60%, emerge un miglioramento nella capacità della PA di pagare i propri debiti grazie ai provvedimenti degli ultimi governi. La quota dei crediti per factoring scaduti risulta infatti del 33,2%, anche se il 45,6% di questi ha superato i 12 mesi dalla scadenza.

Split Payment

La norma introdotta dalla Legge di Stabilità come misura anti-evasione, è attiva dal primo gennaio 2015. Lo split payment prevede in sintesi che la Pubblica Amministrazione paghi al fornitore solo l’imponibile esposto in fattura, mentre versa l’Iva direttamente all’Erario.

Un provvedimento che secondo Assifact altera il meccanismo di compensazione dei crediti e debiti Iva producendo effetti sulla liquidità, oltre che una maggior burocrazia e allungamento dei tempi d’attesa per accedere ai rimborsi prioritari dei crediti d’imposta. Ad ogni modo, sostiene Hamaui, il factoring potrà essere un valido sostegno per le imprese che hanno necessità di smobilizzare proprio i crediti d’imposta.

Semplificazione Normativa

Secondo Alessandro Carretta, Segretario Generale di Assifact, è necessario rivedere la legge 52 sulla cessione dei crediti di imprese del 1991, per allinearla alle migliori prassi degli altri Paesi europei.

Nello specifico: per circoscrivere il rischio di revocatoria, che ostacola di fatto il ricorso alla cessione del credito per le imprese in tensione finanziaria e per formulare un Testo Unico delle norme sulla cessione del credito nella Pubblica Amministrazione, che sono oggi svariate e non sempre tra loro coordinate.

Secondo Assifact è necessario rivedere il quadro normativo perché permangono disposizioni anacronistiche che ostacolano il ricorso al factoring da parte di molte aziende e spesso ne vanificano l’utilizzo quale strumento particolarmente efficace di sostegno della liquidità delle imprese.

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Image credit: shutterstock