Finanziamenti ricerca e sviluppo: ottieni il credito d’imposta

Sostenute le spese per il personale e l'acquisto di macchinari.

Alberto Liviero
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L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 5 del 16.03.2016, ha fornito le linee guida per la corretta interpretazione e applicazione del credito in ricerca e sviluppo. In particolare ha illustrato i requisiti soggettivi e oggettivi per l’accesso al beneficio e le modalità di utilizzo del credito.

AMBITO SOGGETTIVO

Sotto il profilo soggettivo, il credito di imposta è riservato alle imprese che, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico in cui operano, dal regime contabile adottato, nonché dalle dimensioni aziendali, effettuano investimenti per attività di ricerca e sviluppo. Restano escluse le imprese soggette a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica (Es: nel caso di fallimento).

AMBITO OGGETTIVO

Per quanto riguarda l’oggetto dell’attività di ricerca e sviluppo possono essere svolte anche attività in ambiti diversi da quelli scientifico e tecnologico (ad esempio, in ambito storico o sociologico). Presupposto imprescindibile è che tali attività siano volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni.

TIPOLOGIA DI SPESA

a) personale altamente qualificato: è sufficiente il possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero l’iscrizione ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, o il possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico.

Sono esclusi i costi del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali.

b) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle finanze.

La sostanza del beneficio è di agevolare l’acquisto di beni strumentali che, al pari delle altre agevolazioni concesse per l’acquisto di un bene, non ne incrementa il valore ma riduce l’incidenza del costo sostenuto dal soggetto beneficiario.

c) spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative.

d) costi sostenuti per l’acquisizione di competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

MODALITA’ UTILIZZO

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 50% della spesa incrementale relativa ai costi di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell’articolo 4 del Decreto Attuativo e del 25% della spesa incrementale relativa ai costi di cui alle lettere b) e d) del medesimo articolo. Il credito risultante è utilizzato esclusivamente in compensazione mediante modello F24.

Per quanto riguarda i periodi agevolabili, il co. 1, dell’art. 3, del D.L. 145/2013, successivamente modificato dalla Legge di Stabilità 2015, prevede che il credito sia applicato “a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019…”.

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