Finanziare la formazione in azienda

Studio Baldassi
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Avere dei dipendenti costantemente aggiornati sugli aspetti più innovativi della propria professione è uno degli elementi chiave per le aziende, soprattutto in un periodo di difficoltà economica come l’attuale. Spesso però questo bisogno di aggiornamento costante è difficile per le realtà meno strutturate come le Piccole Medie Imprese, dove i corsi per i lavoratori vengono percepiti come un peso per la gestione delle risorse umane e dei turni di lavoro. Un pensiero che comunque va lentamente cambiando, sta infatti maturando l’idea che il contributo offerto dalla formazione sia benevolo per ambo le parti:

  • l’imprenditore ha la possibilità di avere dei dipendenti aggiornati sui cambiamenti tecnologici e sulle tendenze della propria mansione,
  • i lavoratori, perfettamente formati si sentono più competenti e parte integrante della realtà imprenditoriale.

Quali sono i principali metodi di finanziamento alla formazione? Vediamone due:

  • Fondi paritetici interprofessionali. Costituiti a partire dagli anni ’90 da un accordo tra le Associazioni degli Industriali ed i sindacati, permettono alle aziende di formare le proprie risorse senza un esborso maggiore di quanto pagato per il costo del lavoro. Già oggi infatti le aziende versano all’INPS una quota parte (0.30%) del monte salari come “contributo alla disoccupazione”, avendo l’opportunità di decidere se destinare tale somma a Fondi interprofessionali. In questo caso il 70% della quota andrà ad alimentare un conto corrente a favore di corsi formativi e il 26% contribuisce ad istituire bandi nazionali interaziendali. Quest’ultimi sono fondamentali per le PMI poichè possono offrire dei percorsi in unione tra più aziende, assimilando le risorse per un obiettivo comune.
  • Fondi FSE. Una seconda modalità di finanziamento è l’accesso ai Fondi europei destinati alla formazione del personale. Tali forme di sostegno comunitario sono dedicate principalmente ad accrescere l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, migliorare l’accesso all’occupazione e l’inserimento nel mercato del lavoro e potenziare l’inclusione sociale combattendo ogni forma di discriminazione, promuovendo l’integrazione delle persone svantaggiate nel mondo del lavoro.

Come si può intuire la formazione delle risorse è un elemento chiave anche a livello europeo, in quanto viene percepito come una forma di assicurazione contro la disoccupazione. Persone più efficienti sono lavoratori più consapevoli e favoriti in un mercato del lavoro in difficoltà. Una differenza sostanziale tra i due metodi è che se i Fondi interprofessionali sono destinati solo ai dipendenti, quelli del FSE ammettono anche i titolari della Piccola Media Impresa.