Fondo di Garanzia per le PMI: cos’è e come funziona?

Tutte le informazioni sullo strumento di accesso al credito per le PMI.

Redazione MondoPMI
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Fondo di garanzia PMI

Il Fondo di Garanzia rappresenta uno strumento ormai classico di Finanza Agevolata con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico, da un ventennio, favorisce l’accesso al credito delle piccole e medie imprese (PMI).

Lo strumento non prevede un contributo diretto, ma ha la finalità di aumentare la possibilità per le imprese di accedere al mondo Bancario attraverso la concessione di una Garanzia Pubblica a fronte di un finanziamento concesso da una Banca.

Svariati sono gli ambiti in cui la garanzia opera (operazioni di sottoscrizione di mini bond, sul capitale di rischio, Resto al Sud, Nuova Sabatini, ecc.) ma quello di maggior successo del Fondo è a fronte di operazioni di finanziamento sia di breve che di medio termine, dove la durata di 36 mesi rappresenta il punto di passaggio ad una maggiore garanzia e su questi finanziamenti concentreremo la nostra riflessione.

I VANTAGGI DEL FONDO DI GARANZIA

La Banca ha un duplice vantaggio dal Fondo di Garanzia:

  • Ottenere una garanzia pubblica, escutibile a prima richiesta
  • La possibilità di un minore assorbimento di risorse patrimoniali a fronte di un medesimo finanziamento (c.d. “ponderazione zero”).

Anche l’Impresa ha un duplice vantaggio:

  • Ottiene dalla Banca delle facilitazioni in termini di tasso o di ammontare finanziato o di riduzione di richiesta di ulteriori garanzie
  • Ottiene una garanzia Statale ad un costo molto contenuto (0,25%/0,50%/1% calcolato sulla quota garantita in relazione alla dimensione aziendale micro/piccola/media ed esistono numerosi casi di esenzione)

Questo perché lo Stato sostiene il costo della garanzia con un contributo pubblico dato al Fondo in regime “de minimis” (che dunque va ad incidere sul plafond triennale di 200 mila euro a disposizione dell’impresa!). Nel caso l’impresa avesse esaurito il suo plafond disponibile e il finanziamento fosse destinato a coprire un investimento ancora da avviare, l’impresa ha la possibilità di chiedere il contributo a valere sul “Regolamento di Esenzione” (opzione comunque sempre consigliata per lasciare intatto il plafond de minimis).

I SOGGETTI BENEFICIARI DEL FONDO

Come detto i Soggetti Beneficiari sono essenzialmente le PMI (ma anche i Consorzi di PMI ed i Professionisti possono accedere al Fondo) che sono definite come le imprese iscritte nel Registro Imprese delle CCIAA e che rispettano i seguenti parametri:

    Numero massimo di dipendenti 249
    Fatturato fino a 50 milioni di euro o un Totale di Bilancio fino a 43 milioni di euro.

Si ricorda che i suddetti limiti vanno applicati alla singola impresa, se autonoma, ovvero sommando i medesimi dati di tutte le imprese ad essa riconducibili in quanto collegate o associate (la normativa di riferimento è il DM 18 aprile 2005).

Per quanto riguarda i settori in cui le imprese possono operare, il Fondo copre sostanzialmente tutti i codici ATECO: il grande escluso è il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca che beneficia di specifico Fondo di Garanzia gestito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

La garanzia può essere richiesta al Fondo direttamente dalla Banca o indirettamente da un Confidi che ha garantito la Banca Finanziatrice e che a sua volta si “contro-garantisce” con il Fondo. Dunque l’impresa dovrà presentare la richiesta di garanzia, compilando una domanda sul format fornito dal Fondo (schema di cui all’Allegato 4) ad uno dei due Soggetti di cui sopra. Sarà la Banca o il Confidi che si relazionerà con in Fondo, avanzando la richiesta di garanzia che, una volata deliberata dal Fondo, sarà inviata a cura del Fondo stesso alla PEC dell’impresa.

LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA RIFORMA DEL 15 MARZO

Segnaliamo da ultimo che il 15 marzo 2019 è entrata in vigore una Riforma epocale per la gestione del Fondo: è stata inserita una progressività della garanzia al crescere della rischiosità dell’impresa. Lo scopo è quello di fornire una garanzia piena alle imprese più rischiose e di conseguenza con presumibili maggiori difficoltà di accesso al credito.

La garanzia, dunque, non sarà più uguale (80% del finanziamento) per tutte le imprese come in passato, ma dipenderà dalla classe di rating dell’impresa. La riforma si sostanzia nel passaggio da un modello di scoring su 3 fasce, basato solo su dati economico patrimoniali, ad un modello di rating su 5 fasce, basato su 2 moduli:

  • un modulo economico finanziario
  • un modulo andamentale (basato sui dati della Centrale Rischi e, eventualmente, anche su quelli di uno o più Credit Bureau).

Il nuovo modello calcola la “probabilità di inadempimento” delle imprese a cui sarà abbinata una garanzia crescente (50/60/70/80%).

Proprio perché stiamo parlando di Finanza Agevolata, per i finanziamenti finalizzati a coprire gli investimenti, la garanzia sarà sempre all’80% a prescindere dal rating (agevolazione che si somma alla possibilità di operare in Regime di Esenzione, come detto prima).

In particolare si segnala che il modulo andamentale analizza, tra gli altri, il rapporto Utilizzato/Accordato dei “rischi autoliquidanti e a revoca” presenti in Centrale Rischi relativi agli ultimi 6 mesi. Il rating finale dell’impresa peggiorerà sensibilmente con l’aumentare dell’utilizzo delle linee accordate. Alla luce di ciò, al fine di una corretta rappresentazione della rischiosità dell’impresa, probabilmente le imprese dovranno ripensare le loro politiche finanziarie relativamente alle modalità di utilizzo delle linee accordate.