Fondo di garanzia PMI per l’imprenditoria femminile

Stanziati 4 milioni di euro per imprese rosa e professioniste.

Redazione MondoPMI
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Sono stati stanziati circa 4 milioni di euro per la riattivazione della Sezione Speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità” del Fondo di Garanzia dedicato all’imprenditorialità in rosa. Le imprese femminili e le libere professioniste potranno dunque accedere a tale fondo per la concessione di nuove garanzie.

IL FONDO DI GARANZIA

Tale fondo è stato istituito con la convezione del 14 marzo 2013 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, e i due ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico ed è attivo dal 14 gennaio 2014. L’obiettivo è quello di favorire una forma di credito alle imprese permettendogli di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive, quali i costi di fidejussioni e le polizze assicurative, sugli importi garantiti. Per le imprese femminili e le libere professioniste è stata istituita una sezione speciale all’interno di tale fondo e, di recente, è stato previsto lo stanziamento di 4 milioni di euro a cui le imprenditrici potranno accedere presentando direttamente la richiesta di prenotazione della garanzia. Una volta effettuata tale prenotazione, la richiesta verrà presa in esame e sottoposta a valutazione. L’esito positivo determina il via libera a rivolgersi a banche e confidi o intermediari per ricevere la conferma della garanzia.

A questo tipo di fondo possono accedere le PMI di qualsiasi settore (eccetto quelli sensibili per l’Unione Europea) presenti sul territorio purché ritenute economicamente sane. A queste si aggiungono consorzi, società consortili che vedono coinvolte PMI e quelle miste. Per valutare “sane” le imprese vengono adottati criteri volti a mantenere il tasso di default all’incirca intorno al 2%. La possibilità di richiedere l’accesso a tale fondo è esteso anche alle professioniste ovvero a coloro che sono iscritte a Ordini professionali o ad associazioni professionali non previste dall’Ordine che posseggono un attestato e sono incluse in un elenco del Ministero dello Sviluppo Economico.

Image Credit: shutterstock