Gli strumenti per la ripresa: il factoring

Impariamo a conoscere questo strumento utile per le PMI

Redazione MondoPMI
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Le prime battute di questo 2016 hanno portato una nuova ventata di ottimismo sulle sorti dell’economia internazionale; la speranza di tutti è quella di essersi lasciati indietro il peggio, gli strascichi di una crisi economica che si è prolungata per molto tempo e che ha lasciato dietro a sé molti problemi, ma al tempo stesso molta voglia di ripartire.

L’anno appena terminato, in questo senso, ha visto accendersi una luce verso la strada del ritorno ai livelli pre-crisi: il PIL è ritornato in segno positivo, le condizioni generali delle imprese sono migliorate, gli ordini sono aumentati e finalmente anche la domanda di lavoro è tornata a crescere, con il saldo tra ampliamento e contrazione dei livelli occupazionali in positivo del +8% dopo che dall’inizio della recessione i valori medi sono stati attorno al -10%.

Il 2016 farà effettivamente da ago della bilancia per capire se e come l’economia riceverà lo stimolo necessario per un ritorno ai livelli pre-crisi.

Le PMI, vera anima del nostro tessuto industriale, sono quelle che di più hanno sentito gli effetti della congiuntura economica sfavorevole, perdendo milioni di Euro di fatturato e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Le perdite che hanno segnato queste realtà, sono state causate da una congiuntura internazionale sfavorevole, che ha portato ad un cambiamento radicale della visione d’impresa ma anche, soprattutto in Italia, da una difficoltà delle istituzioni di riuscire a tamponare l’evolversi di questa situazione. Ritardi nei pagamenti da parte di terzi e della Pubblica Amministrazione e difficoltà di accesso al credito non hanno di certo migliorato la situazione già indebolita dalla crisi delle tante aziende in difficoltà.

Ecco che quindi, uno strumento di credito come il factoring, può venire in aiuto alle aziende, soprattutto PMI, per dare respiro a chi si ritrova in difficoltà con scadenze e pagamenti. Il contratto prevede un rapporto su base continuativa tra tre soggetti:

 

  • il factor (o Banca): soggetto specializzato alla presa in carico, gestione ed eventuale finanziamento di un’impresa, tramite anticipazione dei crediti commerciali, dopo la valutazione della qualità degli stessi e soggetti debitori;
  • l’impresa: soggetto che si impegna a cedere il proprio credito commerciale con lo scopo di ottenere anticipatamente la liquidità necessaria per lo svolgimento delle attività;
  • il debitore ceduto: azienda, o in alcuni casi la Pubblica Amministrazione, con la quale l’impresa cedente ha un contratto di fornitura.

 

Il finanziamento che si realizza mediante questo strumento prevede l’anticipo di circa l’80-90% dell’importo ceduto da parte del factor a favore dell’impresa cedente.
Questa forma di credito alle imprese è stata regolata dalla legge n.52 del 1991, sotto forma di contratto atipico che si applica in presenza di determinati presupposti:

 

  • il cedente deve essere un’impresa;
  • il factor deve essere una società o ente iscritto in un albo sottoposto a Banca d’Italia (banca o intermediatore finanziario;
  • I crediti ceduti devono riguardare contratti stipulati dal cedente nell’esercizio dell’impresa.

 

Il factoring si rivela importante per fornire subito liquidità alle imprese che in questo modo riescono ad investire, oggi più che mai, fattore che risulta decisivo per la crescita e il miglioramento della competitività internazionale.

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