Graziella: il rilancio di un marchio storico

Studio Baldassi
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Quando un marchio segna la storia di generazioni di persone è sempre complicato mantenere nel tempo il suo successo originario. Per farlo infatti occorre  la forza e la capacità di essere ancora più innovativi dei predecessori, pur mantenendo i valori che hanno distinto quel brand nel tempo. E’ il caso di Graziella, famosissima marca di biciclette nata nel 1964 dal progetto creativo di Rinaldo Donzelli. Un mito del Made in Italy capace di conquistare non solo il grande pubblico grazie alla sua capacità di essere una bicicletta per famiglie, ma anche personaggi famossisimi come Brigitte Bardot e Salvador Dalì, immortalati più volte alla guida della Graziella.

Ma come si può rigenerare un brand cosi forte e allo stesso tempo cosi legato ad un preciso momento storico del nostro Paese? Lo abbiamo chiesto a Diego Turato, Amministratore Unico di Bottecchia Cicli, la Piccola Media Impresa che ha acquisito il marchio negli anni ’90 e sta ottenendo ottimi risultati grazie ad una strategia innovativa ma rispettosa dei valori che ne hanno determinato il successo negli anni.

Il rilancio di un brand storico è uno sforzo complesso ma entusiasmante. Da cosa nasce l’idea di rinnovare il prodotto?

Il progetto Graziella è sempre stato nel cassetto da quando Bottecchia Cicli ha acquisito il marchio negli anni ’90. La voglia di metterci le mani è sempre stata forte e abbiamo provato più volte ad iniziare il progetto ma senza trovare la giusta combinazione. Il prestigio e il valore del brand richiedevano una preparazione adeguata, sia per il prodotto che per la comunicazione. La fase di ricerca che ha preceduto il progetto infatti è stata impegnativa, proprio perchè volevamo proporre qualcosa di nuovo e innovativo ma che mantenesse i caratteri e i concetti chiave dell’originale del ’64. Quindi oltre agli aspetti tecnici del telaio pieghevole, la facilità d’uso, il faro integrato, il portapacchi per “andare in due”, e il design del manubrio, abbiamo considerato anche tutti quei valori che ruotavano attorno al concetto di Graziella: famiglia, spensieratezza, gioventù.

È difficile competere in un mercato dove, grazie all’introduzione delle bici elettriche, si è moltiplicato il numero di costruttori/produttori? 

Assolutamente si. Stiamo assistendo ad un’evoluzione del mercato veloce e frenetica data da molti fattori. Non solo la crescita dell’elettrico e il continuo incremento di produttori e importatori, ma soprattutto una crisi che sta comprimendo e appiattendo i consumi in modo preoccupante in tutta Europa. Riteniamo però che Graziella rappresenti molto più di una bici: un’epoca storica, un momento economico dell’Italia, i valori della famiglia, e debba quindi essere valorizzata in maniera opportuna e indirizzata oggi ad un mercato giovane e modaiolo. Nonostante quindi le difficoltà del settore, la mitica pieghevole si trova oggi a competere in un mercato a parte, essendo legata a valori e concetti che la rendono unica.

Oltre all’aggiornamento del design e del logo, avete rivisto anche i canali di vendita. L’utilizzo dell’e-commerce, ad esempio, è una grande potenzialità:  state notando un buon riscontro negli ordini? La vostra tipologia di cliente target è in linea con le nuove tecnologie ed i nuovi modi di acquisto? 

Avendo iniziato la distribuzione solo da Dicembre 2012 e constatando un fine anno sicuramente non esuberante di consumi non abbiamo ancora segnali tali da poter trarre delle significative conclusioni. Attendiamo la primavera, stagione ideale per l’uso della bici sperando in un bel tempo che per il nostro settore è da sempre determinante. Puntiamo molto sulle nuove tecnologie negli acquisti che ci permettono di creare un rapporto diretto con il cliente finale, ma coinvolgiamo in questo anche i nostri Showroom Graziella che riteniamo sempre fondamentali nella vendita dei nostri prodotti.

Altro elemento di novità è l’utilizzo dei social, sia quelli tradizionali, che quelli più moderni e “visivi” come Instagram. Quali benefici state ottenendo da tale strategia di comunicazione?

L’uso dei social network ci ha aiutato a massimizzare il contatto con i clienti finali bypassando virtualmente i punti vendita. Grazie al sito web, a Facebook e a Instagram, la comunicazione azienda-utente finale è diretta e d’ impatto. Senza contare che il nostro target, perlopiù giovane, è ormai abituato a questo tipo di interazioni. Quindi siamo andati a cercare il contatto laddove sapevamo di poter incontrare persone potenzialmente interessate a Graziella e disposte a comunicare. Mentre la presenza su Facebook è ormai consolidata, Instagram invece è un canale ancora nuovo, ma che sta dando dei buoni feedback. Il potere delle immagini per un prodotto di design con caratteristiche “fashion” è elevato, e crediamo sia giusto comunicarlo anche visivamente, grazie all’immediatezza e alla facilità di interazione.

Siete una realtà locale con ampi margini di crescita: data la vostra esperienza, quali consigli ritiene utile dare agli imprenditori in difficoltà dato il periodo di crisi?

Riteniamo che le strade da seguire siano diverse, ma per noi sempre al primo posto impegno, passione e determinazione. Seguire l’evoluzione del mercato, delle tecnologie e della moda e cercare nuove soluzioni per soddisfare il consumatore e offrire un servizio sempre migliore. E’ importante non cadere nella trappola della crisi seguendo la corrente, ma concentrarsi nella gestione delle risorse e cercare di essere ottimisti, anche se con qualche sacrificio in più.