Il bonus pubblicità cambia forma, ma solo per il 2020

Possono usufruire del bonus pubblicità le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali.

Redazione MondoPMI
0
0
bonus pubblicita

Per aiutare le imprese a far fronte all’emergenza Coronavirus, il bonus pubblicità 2020 sarà calcolato sull’intero investimento e non soltanto sulla parte incrementale rispetto al 2019. La nuova disposizione, rivolta alle imprese che investono in pubblicità su qualsiasi mezzo di informazione, è già entrata in vigore e la sua validità è limitata all’anno 2020.

 

Banca Ifis

 

30% DELL’INTERO INVESTIMENTO

Solitamente, il bonus pubblicità è pari al 75% della parte incrementale dell’investimento, rispetto all’anno precedente, sulla stessa tipologia di mezzo di informazione. Ciò significa che se nel 2018 un’azienda ha investito 10 mila euro per la pubblicità sui quotidiani, e nel 2019 decide di investirne 20 mila sullo stesso mezzo di informazione, il 75% della parte incrementale (pari a 7.500€) le viene offerto in bonus da poter investire secondo la stessa modalità. Nel 2020, invece, il credito di imposta è pari al 30%, ma viene calcolato sull’intero investimento.

COME E QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA

È possibile presentare la domanda di accesso al bonus a partire dall’1 settembre 2020, fino al 30 settembre. Le date cambiano, quindi, ma le modalità di iscrizione rimangono le stesse degli anni passati. Le domande presentate entro i termini ordinari previsti dalla norma, ossia tra l’1 marzo 2020 e il 31 marzo, verranno comunque prese in considerazione, ma attenzione: sia per gli iscritti a marzo che per quelli che presenteranno la domanda nella prossima finestra di iscrizione, sarà obbligatoria la presentazione, entro gennaio 2021, di una dichiarazione sostitutiva degli investimenti effettuati nel 2020, in base alla quale il ministero selezionerà gli aventi diritto al bonus e distribuirà le risorse.

CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS

Ricordiamo che possono usufruire del bonus pubblicità non solo le imprese, ma anche i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, sugli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa, sulle emittenti televisive e su quelle radiofoniche. L’ammontare complessivo dell’investimento deve superare di almeno l’1% l’importo degli analoghi investimenti fatti l’anno precedente, sulla stessa tipologia di mezzo pubblicitario.