Il Factoring migliora l’accesso al credito delle PMI

Redazione MondoPMI
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I tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione alle imprese sono sempre più lunghi: il ritardo medio è passato dai 52 giorni nel 2009, ai 90 giorni nel 2011, contro i 20 della Francia e i 10 della Germania. La durata effettiva dei crediti verso la PA è di ben 180 giorni, la più elevata tra i maggiori Paesi UE: 3 volte rispetto alla Francia e 6 rispetto alla Germania (dati Assifact).

Per questo sempre più PMI ricorrono al Factoring, un particolare tipo di finanziamento alle imprese in cui l’azienda cede ad una società specializzata (Factor)  i propri crediti.

Il Factoring, in altre parole, è un rapporto su base continuativa, che vede un operatore specializzato (Factor o Banca) acquisire, gestire e finanziare anticipatamente una parte dei crediti commerciali di un’impresa dopo aver valutato la qualità del credito e dei soggetti debitori.

Le modalità con cui l’azienda cede i crediti al Factor sono due: pro soluto, in cui il rischio d’insolvenza del debitore è trasferito alla società di Factoring, o pro solvendo, in cui il l’azienda che cede il credito risponde dell’eventuale inadempienza del debitore.

I tassi d’interesse del Factoring sono spesso più vantaggiosi di quelli degli strumenti finanziari tradizionali, come confermato anche da un articolo di Italia Oggi: intorno al 5,68% per operazioni fino a 50.000 euro e oltre il 4% per importi superiori; i costi bancari, al contrario, arrivano anche all’11% per le aperture di credito in conto corrente fino a 5.000 euro (e oltre il 9,30% sopra tale cifra), mentre per anticipi e sconti vanno dal 4,49% al 6,88%.

Ricorrendo al Factoring, inoltre, il factor si prende carico della gestione dei crediti, eliminando i costi fissi relativi alla gestione stessa ed all’eventuale azione di recupero.

Altro aspetto di non poco conto per le PMI, riguarda la possibilità di un maggiore accesso al credito: le società di Factoring, infatti, non valutano solo l’impresa che cede i crediti, ma anche la qualità degli stessi e quindi dei debitori, il ché consente di contenere i livelli di rischio, a vantaggio della sicurezza.

Questo tipo di valutazione qualitativa delle PMI ne facilità l’accesso al credito poiché la banca dà sempre più peso a fattori diversi rispetto ai soli dati di bilancio: per esempio, diventano importanti ai fini valutativi aspetti quali la solidità finanziaria dell’imprenditore e dei soci delle aziende clienti, o la rischiosità dei settori di investimento.

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