Il Fondo di garanzia migliora l’accesso al credito per le PMI

Studio Baldassi
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In attesa della registrazione da parte della Corte dei Conti, si sblocca il Fondo di Garanzia per le Piccole Medie Imprese. Attraverso questa pratica, il governo renderà disponibile la somma di 400 milioni annui dal 2012 al 2014 per favorire la crescita e permettere alle aziende virtuose di uscire dalla crisi che le sta mettendo in difficoltà.

Come preventivato dal Decreto Salva Italia e confermato la scorsa settimana dai Ministri Passera e Grilli, sono sostanzialmente quattro le grandi novità che mutano in maniera significativa il Fondo:

  • Azzeramento delle commissioni: non sarà più obbligatorio pagare una somma di accesso alla garanzia per le imprese sociali e quelle che hanno sottoscritto un contratto di rete.
  • Importo massimo garantito: sale da 1.5 a 2.5 milioni di euro per le operazioni finanziarie di durata uguale o superiore a 36 mesi e per le quelle sul capitale di rischio.
  • Copertura: sale all’80% per le operazioni delle aziende soggette ad amministrazione straordinaria, quelle femminili e del Sud.
  • Capitale di rischio: l’accantonamento richiesto sale dal 6% all’8% al fine di aumentare le garanzie del fondo per il finanziamento alle imprese.
Tutte le novità introdotte valgono anche per le imprese che vantano crediti verso la Pubblica Amministrazione.
Il rifinanziamento del Fondo avviene nel periodo in cui vi è stata una contrazione del ricorso a tale strumento: nei primi 4 mesi del 2012 le domande sono calate dello 0.5% rispetto al 2011 (fonte: Il Sole 24 Ore). Ma nonostante ciò l’obiettivo del governo è quello di favorire la crescita imprenditoriale del nostro Paese, garantendo i giusti fondi per le aziende virtuose e capaci di superare la crisi grazie ad un’idea di business chiara e proattiva.