Imprese: cresce la richiesta di valutazione dei crediti

Cresce del 5,8% la richiesta di nuovi crediti e di rivalutazioni nel secondo semestre 2016.

Redazione MondoPMI
0
0

Cresce nel secondo trimestre del 2016 il numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito. Lo rileva l’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF.

La performance positiva del secondo trimestre del 2016 rileva un aumento del +5,8%, che porta a +5,5% la variazione complessiva dall’inizio dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Allo stesso tempo si rivela in crescita anche l’importo medio richiesto, che in tutto il primo semestre del 2016 si è attestato a 79.408 euro, con una crescita del +14,6% rispetto al 2015, quando la richiesta media era di 69.272 euro. Il dato assume connotazioni ancora più positive se si considera che nel solo periodo aprile – giugno 2016 l’importo medio complessivo richiesto è pari a 81.977 euro, ben superiore al dato del periodo gennaio – marzo, quando si era fermato a 76.899 Euro.

banner-adwords-analytics-pro-OK-12

L’analisi condotta da CRIF entra ulteriormente nel dettaglio facendo una distinzione tra tipologie di imprese che hanno presentato le richieste di rivalutazione. Da questi dati emerge che il risultato dei primi 6 mesi del 2016 è stato possibile soprattutto grazie alla crescita delle domande presentate dalle società di capitali, aumentate del +7,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso. Le imprese individuali, invece, si fermano ad un più contenuto ma comunque positivo +3,2% rispetto ai primi 6 mesi del 2015.

Analizzando nel complesso i dati emersi dal Barometro CRIF, si può dedurre un generale aumento della fiducia da parte delle imprese, confermato sia dalla crescita dell’importo medio dei finanziamenti richiesti, sia dal dato riferito alle società di capitali. Da questo, in particolare, si denota una ritrovata propensione agli investimenti che fa pensare a prospettive di ripresa dopo il difficile periodo di crisi. Saranno poi i dati del terzo trimestre a confermare o a smentire il timido ottimismo di questi numeri.

Photocredits Shutterstock.