Imprese: il 70% del credito proviene dalle banche

510 miliardi di finanziamento in un anno solo dagli istituti bancari.

Redazione MondoPMI
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Il Centro Studi di Unimpresa ha presentato i risultati di un’analisi effettuata sui comportamenti delle imprese nei confronti delle richieste di finanziamento. I dati aggiornati a giugno 2016 non hanno presentato variazioni evidenti rispetto a quelli registrati nel mese di giugno 2015, mostrando un comportamento tendenzialmente invariato da parte degli imprenditori.

I RISULTATI

Da tale studio è emerso come, gli imprenditori italiani che hanno la necessità di ricorrere a strumenti di credito, nel 70% dei casi preferiscano rivolgersi ed affidarsi alle banche. Solo il 30% di questi si rivolge ad altri soggetti quali intermediari, enti pubblici, finanziatori privati diversi da banche e soggetti esteri.
In un anno sono stati erogati complessivamente 750 miliardi di euro di finanziamenti dei quali, 510 provenienti da istituti bancari (il 68% dei prestiti). Subito dopo le banche troviamo gli intermediari finanziari con 94 miliardi (pari al 12%) e gli stranieri che sostengono le imprese italiane (anch’essi con 94 miliardi) a seguire la Pubblica Amministrazione con 37 miliardi (5%) e i soggetti privati con 12 miliardi (1%).
Questi dunque i dati aggiornati a giugno 2016, di poco distanti da quelli del giugno 2015 in cui si registravano 752,1 miliardi di prestito: in un anno dunque si è evidenziata una contrazione di 1,5 miliardi pari al -0,21%.

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Per quanto riguarda il confronto tra le fonti di finanziamento, anche questi dati risultano sostanzialmente invariati: nel giugno 2015 circa 511,9 miliardi, pari al 68,06% dei prestiti, venivano erogati dalle banche (solo 1,9 miliardi in più rispetto al 2016), 95,6 miliardi e 93,4 miliardi di prestiti provenivano rispettivamente da intermediari finanziari e da soggetti esteri, 37,4 miliardi da enti pubblici e 13,7 miliardi da soggetti privati.
In un anno si è assistito dunque ad un taglio ai crediti da parte dei soggetti finanziatori: le banche, in primis, hanno ridotto i crediti per 1,02 miliardi, a seguire gli investitori stranieri per 1,2 miliardi, gli intermediari per 745 milioni di euro, i soggetti privati per 1,4 miliardi e gli enti pubblici per 365 milioni.

Claudio Pucci, vicepresidente di Unimpresa, ha così commentato i risultati di tale studio: “I dati del nostro Centro studi mostrano una dipendenza troppo marcata delle imprese italiane dalle banche. In altri paesi la ripartizione delle fonti di finanziamento è caratterizzata da un maggior equilibrio, mentre questo forte legame indebolisce la capacità delle aziende del nostro Paese di andare a trovare capitali per investire e crescere”.

Image Credit: shutterstock