Innovazione e imprese: la necessità di norme per favorire la crescita

Studio Baldassi
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Nonostante la crisi, ogni settimana nascono 30 nuove imprese innovative: un dato che certifica in maniera evidente quanto i giovani italiani, magari a causa della mancanza di lavoro, siano propensi a fare impresa.

Sono sempre di più i casi di successo di startup e makers, che dimostrano come il tessuto imprenditoriale italiano sia terreno fertile per i giovani che hanno il coraggio di mettersi in gioco e sviluppare una propria idea di business. Ma, al contempo, il contesto nel quale si trovano ad operare non sempre riesce a farli superare il terzo anno di attività. Nel nostro paese infatti, non manca una cultura del fare impresa, quanto un vero contesto normativo capace di aiutare la nascita di queste nuove Piccole Medie Imprese e di affiancarle nello sviluppo delle proprie strategie innovative.

Nel 2013, secondo quanto riportato da Corriere Economia dai dati del Ministero dello Sviluppo Economico, sono state 1.719 le nuove imprese che sono state registrate e che hanno cominciato ad operare. Volendo tracciare un identikit delle aziende nel complesso, ben il 59.7% genera un giro d’affari che raggiunge al massimo 100 mila euro, il 36.5% supera i 100 mila e raggiunge al massimo i 500 mila, mentre ben 6.3% ha un fatturato compreso tra 500 mila euro e 5 milioni di euro.

Tali aziende sono poi distribuite nei seguenti settori:

  • 78.7% nel settore dei servizi;
  • 17% nell’industria o artigianato;
  • 3.7% nel commercio;
  • 0.4% nel turismo;
  • 0.2% nella pesca o nell’agricoltura.

Sembra dunque che le PMI o startup innovative siano in grado di sviluppare in modo sano e virtuoso una crescita nonostante la mancanza di un contesto legislativo favorevole o di finanziamenti alle imprese capaci di supportarle e dar forza alle proprie attività di business. Serve dunque un circolo virtuoso capace di attivare un processo di crescita volto a dare una spinta imprenditoriale forte e sostenibile, che coinvolga non solo finanziatori privati, ma anche le istituzioni. L’obiettivo deve essere necessariamente la ricerca dell’eccellenza delle nostre imprese e la riduzione delle carenze legislative e infrastrutturali che ci differenziano dalle altre aziende concorrenti nel contesto europeo.

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