La finanza alternativa a disposizione delle imprese

Tra gli strumenti di finanza alternativa rientra anche l’invoice trading.

Redazione MondoPMI
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finanza alternativa

Le PMI possono fare affidamento ad un’ampia gamma di soluzioni di finanza alternativa a quella bancaria che punta a soddisfare, in particolare, le esigenze di prestiti a medio e lungo termine.

Per quanto riguarda l’erogazione di anticipi, le aziende possono affidarsi alle nuove piattaforme di invoice trading, che mettono in collegamento operatori in deficit, come le imprese, con operatori in surplus, ossia le persone fisiche e gli investitori istituzionali.  Questo tipo di tecnologia permette di velocizzare la risposta all’esigenza di finanziamento e di ridurre i costi annessi, abbattendo quelli fissi.

Il funzionamento dell’invoice trading è simile a quello del factoring e si articola in due modalità: 

  • Pro solvendo: il rischio del finanziamento è a carico dell’impresa ricevente. Se alla scadenza il debito resta insoluto, il finanziatore può rivalersi sull’impresa creditrice addebitandole l’importo del credito insieme con le ulteriori spese maturate.
  • Pro soluto: il rischio è tutto del soggetto finanziatore che, in caso di insoluto del debitore, dovrà accollarsi l’intera perdita.

 

Per quanto riguarda la formula del “pro soluto”, a livello di bilancio vi è una notevole differenza tra il classico anticipo bancario e l’invoice trading. Nel primo caso infatti, il credito commerciale resta invariato, si registra l’entrata di liquidità ma i debiti finanziari si incrementano di pari importo. Nel secondo caso, invece, il credito commerciale non viene registrato, si genera un afflusso di denaro ma senza comportare la nascita di un debito finanziario. Ecco che la posizione finanziaria netta tende a migliorare, così come il capitale circolante netto.

 

Banca IFIS Impresa

 

ALTRI STRUMENTI DI FINANZA ALTERNATIVA

Vediamo ora altri strumenti di finanza alternativa.

  1. I Minibond per le PMI

Sono strumenti destinati a finanziare esclusivamente le piccole e medie imprese.

I sottoscrittori, generalmente istituzionali, vengono tassati con un’imposta sostitutiva del 26% se sono nettisti (persone fisiche), mentre la tassa viene disapplicata se gli investitori sono lordisti. Per l’emittente, invece, gli interessi passivi sono deducibili secondo il meccanismo del ROL, riformulato secondo i parametri fiscali a seguito della direttiva Atad a partire dal 1° gennaio.

  1. I piani individuali di risparmio

Si tratta di contenitori di strumenti sia di equity, sia di debito, introdotti dalla legge di Bilancio 2017. Sono destinati al pubblico dei risparmiatori e fanno leva su un’importante agevolazione fiscale: la detenzione del piano per 5 anni consente di non tassare gli eventuali redditi di capitale e redditi diversi conseguiti.

  1. Il private debt

Rientrano in quest’ambito i minibond emessi dalle PMI, fino a strumenti più sofisticati quali le obbligazioni subordinate partecipative, il debito mezzanino e gli strumenti finanziari partecipativi. Sono forme di finanziamento rischiose ma comportano un buon rendimento. È importante sottolineare che il private debt non è alternativo alla banca ma serve ad accompagnare l’impresa che necessita di finanza straordinaria.

  1. Il private equity

Prevede l’investimento del capitale di rischio delle imprese per supportarne la crescita e i programmi di sviluppo. Ne esistono di diverse tipologie: il venture capital riguarda le imprese in fase di startup, mentre l’investimento di minoranza (growth equity) e quello di maggioranza interessano le imprese mature.

Rientra in quest’ultima categoria l’LBO (Leveraged buy out): il debito viene sfruttato da parte di una newco per acquisire un’impresa target ed operare con essa una fusione, in modo da far coincidere il rimborso del debito col soggetto generatore dei cash flow.

  1. La quotazione in Borsa

Rappresenta la modalità preferita dalle imprese per accedere al finanziamento mediante capitale di rischio. Inoltre, è una delle exit privilegiate nel caso di disinvestimento di un fondo di private equity da parte di un’azienda.

La quotazione può avvenire con modalità Ops, cioè con un aumento di capitale che fa affluire nuove risorse all’impresa, o con modalità Opv, che determina il disimpegno dei vecchi soci senza afflusso di risorse per la società, oppure con modalità mista fra le due.

Le PMI, inoltre, possono accedere ad un incentivo fiscale chiamato “bonus quotazioni” che consiste in un credito d’imposta utilizzabile in compensazione.

  1. Strumenti che contengono debito ed equity

Tra gli strumenti ibridi rientrano le obbligazioni subordinate partecipative, il prestito mezzanino e gli strumenti finanziari partecipativi. Le prime sono le più rischiose per via della subordinazione e per il fatto che la remunerazione è in parte commisurata agli utili della società emittente. Il prestito mezzanino si colloca a metà strada tra il debito senior e l’equity: è subordinato ma viene rimborsato prima dell’equity. Infine, gli strumenti finanziari partecipativi sono emessi solo dalle società per azioni e chi ne è titolare non diviene socio ma acquisisce diritti patrimoniali, amministrativi o misti.

  1. I fondi di venture capital

Consiste nella fase iniziale del private equity, che a sua volta coincide con il finanziamento degli stadi inziali dell’impresa come il seed financing, lo start up financing e il first stage financing. Il venture capital è caratterizzato da un’elevata rischiosità connessa all’alta probabilità di insuccesso e mortalità dell’impresa.

 

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Image credit: shutterstock