Lavoro e quote rosa: nuovi incentivi per stimolare la presenza femminile nelle PMI

Redazione MondoPMI
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Tra i punti principali del programma dell’attuale Esecutivo vi è certamente la risoluzione della scarsa presenza delle donne nel mondo del lavoro. Una recente indagine ISTAT definisce in maniera puntuale l’attuale situazione a livello nazionale: il tasso di occupazione femminile è del 47,2%, ben al di sotto della media europea del 58,6%. Le azioni promosse negli ultimi mesi sono state indirizzate quindi in questo senso, sotto forma di incentivi per grandi aziende e Piccole Medie Imprese.

Tra le azioni messe in atto troviamo:

  • la riforma del mercato del lavoro (legge n. 92/12), che ha previsto agevolazioni attraverso la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per le assunzioni in somministrazione a tempo determinato per la durata di 12 mesi. L’opportunità sale poi a 18 mesi nel caso di trasformazione in tempo indeterminato del contratto. I benefici si rivolgono alle assunzioni, a partire dal 1° gennaio 2013, di donne di ogni fascia d’età senza impiego regolarmente retribuito, da minimo 6 mesi per alcune regioni beneficiarie e da 24 mesi per le altre.
  • il decreto interministeriale lavoro-economia, che ha dato vita ad un fondo di oltre 230 milioni di euro per tutte le imprese che decidono di assumere donne (e giovani di età inferiore ai 29 anni). Potranno accedere al fondo tutte le PMI che avranno regolarizzato il rapporto entro il 31 marzo 2013, usufruendo poi di ulteriori 12 mila euro per ogni contratto trasformato in tempo indeterminato.

Anche il decreto Salva-Italia (Dl. 201/11) ha stabilito sgravi fiscali a favore delle assunzioni femminili, predisponendo la deduzione, dal reddito del dipendente, dell’importo totale dell’IRAP per le spese relative al nuovo personale. Nel caso di assunzioni a tempo indeterminato l’azienda verrebbe premiata, beneficiando di una deduzione di 10.600 euro per ogni assunzione (15.200 euro per le imprese che si trovano in particolari regioni del Sud Italia9.

L’attenzione del Governo non è concentrata solamente attorno al tema caldo dell’occupazione. L’intenzione dei Ministeri è quella di sostenere e valorizzare anche l’imprenditoria femminile, altro aspetto molto sensibile nel mercato dl lavoro italiano, dove gli studi di settore sono tutt’ora impegnati a definire le migliori iniziative da intraprendere. A questo proposito è importante non dimenticare i vantaggi offerti dalla legge 215/92, che eroga contributi in conto capitale fino al 50% delle spese in materia di impianti e attrezzature per l’avvio dell’attività o fino al 30% delle spese finalizzate all’acquisto di servizi per l’innovazione dei processi produttivi e/o organizzativi.