Mancati pagamenti, i ritardi che rallentano le Piccole Medie Imprese

Studio Baldassi
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Le stime riportate dall’indagine redatta dalla Cgia di Mestre sono eloquenti: in Italia un’impresa su tre rischia di chiudere per mancata riscossione di crediti . Dal 2008 ad oggi sono state oltre 14mila, su un totale di 46.400 fallimenti, le aziende che hanno dovuto terminare la propria attività a causa del mancato incasso: di questi, circa 90 milioni sono a carico di Stato ed amministrazioni locali. Il buco nelle casse aziendali può trasformarsi poi in una voragine dal momento in cui l’azienda comincia a subire dilazioni nei pagamenti, che scopriremo essere molto superiori a quelli dei nostri vicini comunitari.

La Fondazione Hume ha rielaborato i dati dell’European payment index 2012, dai quali emerge che pagare in ritardo sembra essere diventato un trend a livello nazionale. E’ importante sottolineare inoltre che attendere anche “solo” tre mesi prima di effettuare un sollecito può significare per un’impresa perdere il 25% delle possibilità di incasso, addirittura il 40% aspettandone sei.

Cominciamo dai privati: in Italia la media di ritardo puro nei pagamenti verso la Piccola Media Impresa è di 30 giorni, che sommati ai 45 dei termini contrattuali porta a posticipare l’incasso dopo 75 giorni (contro una media UE di 35). Per quanto riguarda le imprese, il ritardo complessivo sale a 96 giorni, e solamente le imprese iberiche riescono a peggiorare il nostro risultato con una media di 97 giorni.

Se questi dati sono già sufficienti a destare preoccupazione, ve ne sono altri ancora più significativi: lo scettro tutto italiano dei ritardi spetta alla Pubblica Amministrazione, che arriva a posticipare sino a sei mesi l’erogazione del pagamento verso le PMI totalizzando oltre i canonici 90 giorni contrattuali un ritardo puro di altri 90. Un triste primato pari al doppio della media europea, inseguito solamente da Grecia (174) e Spagna (160).

In risposta alle rivendicazioni degli imprenditori, l’Esecutivo dovrebbe introdurre attraverso il decreto Cresci-Italia nuove procedure per accelerare i pagamenti e le valutazione dei crediti commerciali da parte dello Stato o dei comuni, che potranno poi essere scontati in banca.