Manifattura digitale: nuove strategie per l’industria italiana

Redazione MondoPMI
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L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sulla manifattura.

Nel nostro Paese l’industria manifatturiera, seconda a livello europeo dopo la Germania, ha sempre avuto un ruolo fondamentale per l’economia nazionale assumendo oggi nuovi modelli organizzativi e tecnologie produttive favorevoli al nostro tessuto imprenditoriale.

Durante la recente crisi economica è notevolmente cresciuta a livello internazionale la consapevolezza verso questo settore, al contempo sono emerse innovazioni tecniche e organizzative come l’additive manufacturing e il fast prototyping, che hanno favorito questa accelerazione creando un percorso di contaminazione positiva tra aziende e digitale.

Sul territorio italiano si è diffuso in questi anni il concetto di “Fabbrica Digitale“, paradigma affermato prima nelle grandi aziende e multinazionali del settore automotive, difesa e aerospaziale; che oggi si sta diffondendo anche all’interno di PMI e imprese artigiane.

L’additive manufacturing – processo nel quale da un programma digitale ad hoc si arriva alla produzione di un oggetto solido – si è consolidato nel territorio grazie ai FabLab: laboratori creativi creati da gruppi di professionisti che mettono a disposizione stampanti 3D e servizi di prototipazione.

Sempre più centri nevralgici per l’artigianato, i FabLab vengono utilizzati soprattutto dalle PMI del fashion (46%), della meccanica (40%) e dal settore alimentare (7%); quest’ultimo in particolare per il packaging innovativo.

Per quanto riguarda i vantaggi offerti alle imprese da questa tecnologia, lo Studio di Aica (Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico) evidenzia le opportunità per il nostro sistema produttivo connesse alla manifattura digitale.

  • Riduzione dei tempi di prototipazione.
  • Riportare nel proprio Paese (reshoring) queste attività precedentemente delocalizzate.
  • Possibilità di produzione in piccole serie.
  • Realizzazione di prodotti altamente personalizzati.

Per quanto riguarda i settori di impiego nel nostro Paese prevalgono:

  • Automotive e la relativa componentistica (in particolare nelle aree di Modena e Reggio Emilia);
  • Oreficeria (distretto di Valenza);
  • Design e Architettura;
  • Medicale (in particolare l’odontoiatria).

Secondo Luca Iaia, Responsabile Digitale di CNA, l’introduzione industriale di queste tecnologie deve procedere gradualmente attraverso la contaminazione tra makers, artigiani, innovatori digitali e aziende di prototipazione.

Un approccio che deve assolutamente partire dal territorio creando ecosistemi organizzati che mettano il relazione PMI, centri di ricerca, Università e FabLab con l’obiettivo di co-creare un sistema solido fatto di competenze autentiche che produca innovazione a tutti i livelli.

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