Medie Imprese: il Sud alla ricerca di crescita ed innovazione

Studio Baldassi
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Presentato oggi a Bari, il Terzo rapporto 2008-2012 sulle imprese industriali del Mezzogiorno fotografa in maniera netta e chiara sia i punti di forza che i punti di debolezza delle imprese del Meridione.

Vi sono infatti delle vere e proprie eccellenze nazionali che operano al Sud, delle Medie Imprese che riescono a garantire un indotto molto alto anche per realtà più piccole e meno strutturate della zona, che però necessitano degli aiuti concreti per svilupparsi e per crescere in maniera virtuosa.

Poche realtà dunque ma ben strutturate: su un totale di 3.666 aziende di medie dimensioni, solo 291 di queste hanno sede al Sud, dando lavoro a circa 36 mila persone e garantendo un fatturato che varia dai 15 ai 330 milioni di euro. Quasi delle “Cattedrali nel deserto”, visto che la loro polverizzazione nel territorio è evidente. Sulle 291 aziende, ben 218 operano in tre regioni: Campania, Abruzzo e Puglia. Le restanti 73 invece si trovano nelle regioni rimanenti, fotografando un divario netto e purtroppo ben definito.

I problemi che impediscono la costituzione di nuove aziende e contestualmente la crescita di quelle esistenti, sono noti da sempre: l’inefficienza burocratica, l’incapacità di prevedere un piano concreto di aiuti al Mezzogiorno e la criminalità organizzata. Elementi che impediscono a molte imprese di puntare all’eccellenza, nonostante la loro capacità di creare valore in maniera sana e sostenibile.

Resta dunque obbligatorio pensare ad un piano di aiuti concreti che non si limiti a fornire finanziamenti alle imprese, ma che possa permettere un utilizzo più efficiente dei fondi europei, incrementando anche lo sviluppo di nuove attività nelle varie regioni, evitando di mantenere una polverizzazione tale da impedire alle stesse di collaborare tra loro.

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