Occupazione femminile: arriva l’ufficio condiviso a misura di mamma

Studio Baldassi
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Contenere  i costi fissi legati alla propria attività lavorativa è tra le principali priorità di imprenditori e liberi professionisti, tanto più in questa particolare fase di crisi economica.

Per far fronte a tale esigenza sempre più diffusa, in alcune delle principali città italiane sono sorti centri specializzati nel noleggio di uffici e sale riunioni “chiavi in mano”, anche soltanto per poche ore o giorni.

Affittare locali adibiti ad uso lavorativo per brevi periodi di tempo permette certamente di risparmiare sui costi di gestione e manutenzione di tali ambienti, dimostrandosi un’ottima soluzione soprattutto per chi non dispone di ingenti capitali, come le Piccole Medie Imprese. C’è però chi, pensando alle esigenze delle donne che lavorano, si è spinto oltre e, a partire dal prossimo settembre, darà vita ad un innovativo progetto pensato per professioniste e imprenditrici che siano anche mamme: il coworking.

Si tratta di uno spazio pensato per ospitare diverse postazioni lavorative e sale riunioni, ma anche una cucina, aree dedicate ai bambini divise per età e un ufficio dedicato a “servizi salvatempo” (per le commissioni in posta, la prenotazione di visite mediche, il pieno benzina per la macchina, ecc.). Ciascuna postazione non viene assegnata in modo stabile, ma in base alle effettive esigenze lavorative.

Il coworking, già molto diffuso negli Stati Uniti, può essere un ottimo strumento per incrementare l’occupazione femminile: nonostante l’evoluzione del nostro sistema economico-produttivo negli ultimi decenni,  infatti, l’organizzazione aziendale del lavoro è rimasta più o meno la stessa, legata per lo più ad orari e luoghi fissi. Questa rigidità è di particolare ostacolo alla crescita professionale delle donne che, il più delle volte, non riescono a conciliare vita lavorativa e familiare e finiscono per scegliere una delle due a discapito dell’altra. Poter contare su una struttura flessibile, in grado di conciliare le esigenze lavorative e quelle della famiglia, riducendo costi e perdite di tempo non sembra affatto un’innovazione da poco.

Per altro, come sottolineato anche dalla promotrice del progetto “Piano C” (Coworking, Cobaby, Community) in Italia, Riccarda Zezza, questo modo di lavorare insieme ripensa anche l’idea di ufficio, concependolo come comunità di persone, oltre che di professioniste/i, in grado di dar vita a network virtuosi.

Il servizio non si rivolge soltanto alle donne, ma anche agli uomini che vorrebbero occuparsi di più dei loro figli senza trascurare per questo il lavoro.