Pagamenti Pubblica Amministrazione: il 62% è fuori tempo massimo

Studio Baldassi
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Uno degli elementi che contribuisce alla riduzione della competitività delle aziende nazionali nei confronti delle imprese estere e dei principali competitor è il continuo ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.

Per cercare di ridurre i problemi generati da questa attesa, lo scorso anno è stata approvata una normativa che prevede il pagamento delle fatture emesse nei confronti della PA in 30-60 giorni, ma i risultati non sono stati quelli attesi. Secondo le stime dell’Ance infatti, ben il 62% delle amministrazioni locali non è in grado di rispettare tale vincolo temporale.

Tale comportamento, che sta generando forti disagi soprattutto alle aziende meno strutturate come le Piccole Medie Imprese, non è passato inosservato alla Unione Europea che, come confermato da Antonio Tajani, sta procedendo nella direzione di lanciare un richiamo, seguito da una procedura di infrazione. Il motivo dell’intervento comunitario infatti è quello, tra le altre cose, di garantire un grado di concorrenza uniforme tra i Paesi membri.

Per sopperire a tale mancanza da parte della Pubblica Amministrazione, è possibile ricorrere al Factoring, uno strumento finanziario che consente nel caso specifico di:

  • smobilizzare il proprio portafoglio di crediti commerciali e fiscali vantati verso la Pubblica Amministrazione;
  • ottenere assistenza dell’azienda nella gestione e nel recupero dei crediti vantati verso la PA;
  • ottenere in tempi rapidi la liquidità necessaria, riducendo l’impatto negativo dei ritardi di pagamento nell’amministrazione e gestione aziendale.

Per maggiori informazioni sul Factoring, ecco un video di Credi Impresa Futuro sulle potenzialità del servizio finanziario:

 

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