Partire dal packaging

Il 90% delle scelte fatte dal consumatore sono indirizzate dall'etichetta.

Paolo Pugni
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Pensare che una volta era tutto così semplice. L’etichetta doveva soltanto raccontare il contenuto, senza fronzoli e senza studi particolari. Un bel disegno, magari un nome, le informazioni a norma di legge, e tutto era fatto. Invece ora la mancanza di studio del packaging, rischia di far fallire un prodotto.

Ma davvero?

Purtroppo sì, perché in quest’epoca di comunicazione spinta, di esaltazione dell’immagine, di ricerca del contenuto, anche la confezione conta. E fa la differenza. Uno studio recente dimostra che quasi il 90% delle scelte fatte dal consumatore davanti allo scaffale sono indirizzate dall’etichetta: si compera in funzione della confezione. E questo, dice lo studio, vale anche per le grandi marche. Figuriamoci per quelle che non possono investire grandi cifre in pubblicità.

Come possiamo sfruttare dunque la confezione per farci prendere dallo scaffale?

Il mondo di oggi spinge verso una comunicazione sempre più diretta e coinvolgente. Siamo nell’era del cosiddetto content marketing, cioè della condivisione del contenuto. Ci sono state molte occasioni per vedere ad Expo l’allestimento del supermercato futuro, proposto da Coop: ogni prodotto, grazie a display posti sopra agli scaffali, raccontava qualche di sé, dall’origine ai suggerimenti sul suo consumo.

Nell’attesa che il futuro diventi presente, questo lo si può già realizzare inserendo un codice QR che rimandi ad una pagina in cui, magari grazie ad alcuni video, si possa parlare con il consumatore narrando la tua storia, quella del prodotto, il suo utilizzo o ciò che si ritiene possa fare la differenza. Senza ricorrere a mezzi che implicano la lettura con uno smartphone, la tua etichetta può diventare luogo di narrazione: magari con disegni e fumetti.

La confezione può anche diventare elemento distintivo per la sua capacità di facilitare il dopo-acquisto: adesso anche le vaschette di salumi, ad esempio, sono diventate richiudibili per evitare di dover ricorrere ad altri contenitori una volta aperta la confezione.

Con questo ci si pone altre domande: l’etichetta per l’estero come deve essere? Il packaging va personalizzato? I colori hanno influenza per differenziare il prodotto? Copiare la concorrenza leader o cercare una propria strada? Tu che idee hai?

Image Credit: Shutterstock