Peer to peer lending: la nuova frontiera del prestito

Nel 2018 le piattaforme di lending hanno erogato prestiti per un valore complessivo di 763 milioni di euro.

Redazione MondoPMI
0
0
Peer to peer lending

A partire dal 2018, in seguito all’applicazione della recente Legge di Bilancio che ha portato la ritenuta sui redditi di capitale al 26%, il p2p lending ha subito un’impennata.

Fino al 2017 la crescita del mercato è stata rallentata da una tassazione ad aliquota marginale che ha colpito in modo considerevole i rendimenti, ma dall’anno scorso le cose sono cambiate e le piattaforme di lending operative in Italia sono riuscite a raddoppiare il proprio erogato raggiungendo un ammontare complessivo di 763 milioni di euro.

Il trend positivo ha avuto una conferma all’inizio del 2019: il primo trimestre si è concluso con l’erogazione, in totale, di 309 milioni, 180 in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

 

C’è da dire che il divario tra Italia e resto d’Europa è ancora molto ampio. Nel triennio 2016-2018 le piattaforme di lending italiane hanno emesso complessivamente 1,2 miliardi di euro, mentre il Regno Unito ha toccato gli 8,3 miliardi.

 

Banca IFIS Impresa

 

CHE COS’È IL P2P LENDING?

Ma facciamo un passo indietro e vediamo in cosa consiste questa attività finanziaria della quale si sente parlare sempre più spesso ma che non tutti conoscono.

Il p2p lending è un prestito personale erogato da privati ad altri privati attraverso piattaforme online. Ha luogo direttamente sui siti di aziende di social lending e permette di bypassare i canali di prestito tradizionali quali società finanziarie e banche.

Come funziona dunque?

  1. Il richiedente inoltra la domanda per un finanziamento e, se presenta l’affidabilità economico-finanziaria richiesta dalla piattaforma (ciò che viene chiamato, in gergo, merito creditizio), gli viene proposto un tasso d’interesse che varia secondo il suo rating; se il richiedente accetta la proposta, la sua domanda di prestito viene pubblicata nella piattaforma.
  2. Il prestatore, allocando quote ai singoli richiedenti, investe il suo capitale scegliendo profilo di rischio e rendimento atteso.
  3. Quando la domanda del richiedente avrà ricevuto un numero di quote sufficienti a coprire l’intera somma, quest’ultimo riceverà il denaro tramite bonifico bancario.
  4. Il richiedente rimborserà tramite addebito diretto il finanziamento ricevuto, restituendo e remunerando le quote di ognuno dei prestatori.
  5. La piattaforma svolge il ruolo di intermediario tra prestatori e richiedente, e gestisce il buon esito dei flussi di rimborso; svolge anche la funzione di assistenza ai prestatori nella gestione di “incagli e sofferenze”.

QUALI SONO I REQUISITI NECESSARI PER ACCEDERVI?

Per diventare prestatori, è sufficiente avere 18 anni ed essere in possesso di un codice fiscale italiano. Nulla di più semplice, quindi.

I richiedenti, invece, vengono sottoposti a controlli più rigidi per verificarne l’affidabilità creditizia. Le imprese, in particolare, devono essere ubicate in Italia e avere una buona salute in termini di fatturato e indici di bilancio.

Come forma di garanzia per i prestatori, molte piattaforme richiedono, alle aziende e ai privati che presentano domanda per un finanziamento, un contributo da accantonare in un apposito fondo di protezione, da utilizzare in ultima istanza e dopo l’attività di recupero crediti per ripagare integralmente il debito che non è stato onorato.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock