Piccola Media Impresa: il valore del distretto nel ritorno alla crescita

Studio Baldassi
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Se alcune Piccole Medie Imprese continuano ad avere dei problemi a ritornare a crescere in maniera sana e virtuosa, lo stesso non si può dire per i distretti industriali. Per il terzo anno di fila infatti gli agglomerati produttivi segnano dei valori di fatturato e di performance superiori alle imprese.

La crescita di queste realtà sembra essere destinata a durare nel tempo, soprattutto se vista in ottica strategica. Il divario competitivo tra imprese nazionali ed esetere, nel breve periodo potrebbe essere ridotto attraverso delle aggregazioni di imprese, reti e collaborazioni tra aziende che perseguono lo stesso output produttivo. Vale a dire che, per superare la crisi, l’unione di più forze potrebbe garantire una più rapida conclusione delle difficoltà.

Numeri alla mano, le previsioni di crescita si attestano sul +4.7%, secondo quanto emerso dal Sesto Rapporto annuale sui Distretti, un’analisi capace di fotografare luoghi di eccellenza produttiva e di valorizzazione del Made in Italy.

La spinta maggiore in termine di aumento del fatturato e reddito si è evidenziata in 11 distretti, suddivisi nei seguenti settori:

  • agroalimentare, raccoglie sei degli undici principali agglomerati produttivi. Tra questi si possono annoverare i vini del veronese e del trevigiano, i dolci piemontesi, la pasta ed il caffè napoletano ed i salumi di Parma;
  • moda, ed in particolare l’artigianato del cuoio e della pelle toscana, unita alle calzature napoletane,
  • il sistema casa di Carrara, con il suo pregiatissimo marmo;
  • la meccanica industriale, con le macchine per l’imballaggio di Bologna.

Necessario dunque aiutare a livello normativo e finanziario tali distretti, al fine di garantire loro i finanziamenti alle aziende necessari per gestire la propria crescita e la possibilità di esportare le loro eccellenze produttive in tutto il mondo.