Piccola Media Impresa: la nuova spinta imprenditoriale degli under 35

Studio Baldassi
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In una situazione economica sfavorevole per i giovani, segnata da alti livelli di disoccupazione e da una crescente difficoltà ad emergere, fa certamente piacere vedere come vi siano sempre più giovani che si affacciano al mondo dell’imprenditorialità e del fare impresa.

Secondo una recente dichiarazione di Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, sono state quasi 300 mila le nuove PMI nate in Italia nei primi nove mesi. Di queste oltre 100 mila (100.321) sono state avviate da un giovane di età inferiore ai 35 anni. Il dato ha una doppia lettura: da una parte, il 33.9% di avviamenti rappresenta la voglia di fare impresa e la volontà di emergere da parte di coloro che combattono contro l’alto tasso di disoccupazione, dall’altro la straordinarietà dell’evento fa riflettere sulle capacità di ringiovanimento ed ammodernamento del Paese .

Settori e zone geografiche

I settori con il maggior tasso di apertura di nuovi business riguardano:

  • commercio al dettaglio, circa il 20.5%;
  • costruzioni (9.4%);
  • ristorazione (5.6%).

Tra le oltre 100 mila imprese avviate da giovani sotto i 35 anni, ben 38 mila sono ubicate al Sud, dove si riscontrano anche i dati più elevati di disoccupazione giovanile, anche per chi ha un elevato grado di istruzione.

I problemi dell’Italia nel fare impresa

Nonostante la fotografia di Unioncamere che racconta una situazione estremamente positiva riguardo l’attenzione all’imprenditorialità da parte degli under 35, è evidente che nel Paese esistono ancora delle resistenze al cambiamento e delle difficoltà per coloro che possiedono una buona idea ma non le risorse necessarie. Risulta ragionevolmente necessario attivare un percorso di finanziamento alle imprese, siano esse attuali o potenziali come le startup. Ma allo stesso tempo non basta offrire le risorse ai un imprenditore, è fondamentale poterlo far competere in un mercato globale senza vincoli o inefficienze, riducendo sia il digital divide che l’eccessiva burocrazia.

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