Quante modalità di cessione del credito esistono?

Il meccanismo di cessione del credito non richiede il consenso del debitore ceduto, che quindi subisce passivamente gli effetti dell’accordo tra cedente e cessionario.

Redazione MondoPMI
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Cessione del credito

La materia della cessione del credito è disciplinata dall’articolo 1260 del Codice Civile, intitolato “Cedibilità dei crediti”:

Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.

La cessione del credito è un accordo stipulato tra il creditore di un rapporto obbligatorio (cedente) e un terzo (cessionario) a cui il creditore decide di cedere il proprio credito.

I presupposti per la legittimità della cessione del credito sono essenzialmente due:

  1. La titolarità della posizione soggettiva del creditore
  2. La disponibilità di quella posizione da parte del titolare di diritto

L’accordo può sussistere:

  • Tra privati
  • Tra aziende
  • Tra aziende e banche – l’istituto bancario concede liquidità immediata all’azienda creditrice e diventa creditore dell’azienda debitrice
Banca IFIS Impresa

 

Quali sono le diverse modalità di cessione del credito attualmente ammesse dalla normativa italiana?

1.CESSIONE DEL CREDITO GRATUITA

La cessione gratuita del credito si verifica quando il cedente trasferisce al cessionario il proprio diritto a riscuotere un altro credito vantato presso un terzo. È chiamata “gratuita” proprio perché consiste in un atto di generosità compiuto dal cedente.

2.CESSIONE DEL CREDITO A TITOLO ONEROSO

La cessione onerosa si realizza quando il cessionario finanzia il cedente a fronte della concessione di un credito presso terzi. Contrariamente a ciò che avviene nella cessione del credito gratuita, in questo caso il trasferimento del diritto di credito avviene in cambio del versamento di una somma, più o meno elevata, di denaro. Tale somma, stabilita al momento della stipula del contratto che regolerà lo scambio, è composta da una parte fissa e da una variabile calcolata in base al valore del credito ceduto.

3.CESSIONE PRO SOLUTO E PRO SOLVENDO

Ne abbiamo già parlato ampiamente in un altro nostro articolo sulla differenza tra cessione del credito pro soluto e cessione del credito pro solvendo, quindi in quest’ambito ci limiteremo a fare un riassunto.

La cessione del credito “pro soluto” si verifica quando il cedente è anche garante della solvibilità del credito stesso, e in caso di mancato adempimento da parte del debitore sarà lui a dover corrispondere la somma del pagamento. Nella soluzione “pro solvendo” invece, il cedente non garantisce per il pagamento del debitore, quindi non può nemmeno essere chiamato ad adempiere all’obbligo al suo posto.

 

Il meccanismo di cessione del credito non richiede il consenso del debitore ceduto, che quindi subisce passivamente gli effetti dell’accordo tra cedente e cessionario. La normativa stabilisce, però, che il debitore venga informato della transizione tramite una comunicazione:

  • Verbale e/o scritta
  • Che contenga gli estremi fondamentali per concludere il rapporto di pagamento

Nel caso in cui l’adempimento non vada a buon fine, il cessionario può avviare una serie di azioni legali per ottenere la riscossione del credito, come l’esecuzione forzata, l’iscrizione di ipoteca sui beni, il pignoramento, il risarcimento del danno e la presentazione di un’istanza di fallimento.