Quantitative Easing: i vantaggi per le imprese

Redazione MondoPMI
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Il PIL aumenterà dell’1,8% nell’arco di due anni: +0,8% nel 2015 e +1% nel 2016.

Sarà questo l’effetto del Quantitative Easing recentemente annunciato da Mario Draghi secondo il Centro Studi di Confindustria, che calcola la spinta complessiva alla crescita che deriverà da minori tassi e cambio più debole.

Cos’è il Quantitative Easing

Il Quantitative Easing (alleggerimento quantitativo) è una misura con cui la Banca Centrale Europea effettua degli acquisti programmati di titoli finanziari – soprattutto di bond, cioè di obbligazioni – negoziati sul mercato a un ritmo di 60 miliardi al mese, pari a 1.140 miliardi sino a settembre 2016.

La BCE va quindi sul mercato comprando titoli di alta qualità di cui sono pieni i bilanci delle banche commerciali, creando di conseguenza nuova moneta che immette nel sistema.

La manovra ha l’obiettivo principale di far tornare l’inflazione – oggi molto bassa – vicina al 2%, garantendo le seguenti ricadute positive:

  • ridurre il costo del debito dei Paesi dell’Eurozona;
  • immettere liquidità sui mercati. 

L’effetto principale lo subiranno i bilanci della banche che potranno pagare debiti, parcheggiare i depositi presso la Banca centrale – dove sono previsti però tassi negativi da pagare – oppure cercare impieghi nell’economia reale, opzione auspicata dalla BCE.

Effetti sull’economia reale

  • Accesso al credito: ci saranno ricadute positive sul credito solo se le singole banche sfrutteranno le nuove risorse per erogare prestiti alle imprese e non per aumentare la liquidità in bilancio e migliorare i propri margini.
  • Export: la già evidente perdita di forza dell’euro rispetto alle altre valute – come il dollaro – garantirà vantaggi per le imprese esportatrici  perché diminuiranno i costi dei beni europei per gli acquirenti stranieri. D’altro canto però, potrebbe emergere il rischio deflazione nel breve periodo, un problema per l’economia europea dato il target di un’inflazione vicina al 2%.
  • Incremento dei consumi: l’effetto congiunto della riduzione dei tassi sui mutui e dell’aumento della liquidità sui mercati, sarà un incremento del valore delle attività finanziarie e reali, in particolare delle abitazioni. Di conseguenza, i proprietari immobiliari – l’80% delle famiglie italiane – e coloro che hanno investito i risparmi in azioni o obbligazioni societarie avranno più soldi a disposizione, con ricadute positive sulla spesa media.

Secondo Mario Draghi gli effetti positivi prospettati dalla manovra dovranno essere sostenuti da una decisa politica di riforme da parte dei Governi Europei. Infatti le banche italiane venderanno Btp alla BCE solo se si troveranno di fronte ad una domanda maggiore di credito da parte di imprese e famiglie e perché questo avvenga occorre infondere fiducia alle PMI italiane attraverso tagli alle tasse e snellimento burocratico.

Il provvedimento è stato accolto positivamente dal mondo impresa e dalle principali associazioni di categoria. Secondo Rete Imprese Italia “il Quantitative Easing rappresenta una forte spinta agli investimenti ed ai consumi”.

“Una spallata alla crisi” commenta Antonio Patuelli. Le banche, secondo il Presidente dell’Abi, faranno ancora di più la loro parte: “i direttori di filiale stanno tornando a uscire dagli uffici per andare a cercare imprese sane e fiscalmente in regola alle quali concedere i prestiti”.

Infine segnaliamo l’intervento di Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS, che ha commentato la notizia in un video dedicato al Quantitative Easing.

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