Rapporto di stage: nuove direttive

Redazione MondoPMI
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Si terrà giovedì 24 gennaio la Conferenza Stato-Regioni che discuterà le nuove linee guida per i tirocini. Le direttive saranno poi trasmesse alle Regioni, per essere tradotte a livello disciplinare: la sentenza della Corte Costituzionale dell’11 dicembre scorso ha difatti confermato che è responsabilità in via esclusiva degli enti regionali regolamentare questo tipo di materia.

Alcuni dei punti che verranno affrontati durante l’appuntamento fanno già discutere, come ad esempio:

  • la proposta di erogare al tirocinante un compenso minimo mensile pari a 400 euro;
  • un limite temporale massimo della durata del rapporto, pari a 6 mesi per gli stage formativi e 1 anno per quelli di inserimento.

Molti imprenditori ed addetti ai lavori ritengono che l’inserimento di un compenso, per quanto minimo, sia un deterrente per scoraggiare le aziende ad utilizzare in maniera ciclica e sistematica quello che dovrebbe essere solo uno strumento per l’inserimento al lavoro. Il rischio però, come affermato da Confartigianato, è che in questo modo il tirocinio possa trasformarsi in un mezzo attraverso il quale mascherare contratti a basso costo.

Risulta più complessa la proposta riguardo il tetto temporale. Attualmente, dalle indicazioni contenute nelle direttive, resterebbero esclusi tutti i rapporti di stage attivati da scuole, università e corsi di formazione, che rappresentano da soli circa la metà del totale attivato ogni anno. Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti, pone l’accento su di un’altra problematica: «Risulta molto problematica la questione dei tirocini di inserimento lavorativo, che restano strumenti per inquadrare inoccupati e disoccupati: non c’è in sostanza nessun limite “anagrafico” o di distanza con la fine del percorso formativo per attivare uno stage, che continuerà dunque ad essere utilizzato come ammortizzatore sociale» (fonte: Il Sole 24 Ore).

Dovrebbero invece rimanere di competenza regionale altre decisioni relative a questa particolare strumento di occupazione, come ad esempio il numero di stagisti che un’impresa può assumere nel corso dell’anno d’esercizio.