Resto al Sud: cos’è e requisiti per il 2021

Limiti di età più alti e maggiori contributi a fondo perduto per incentivare la ripresa nelle regioni più svantaggiate.

Redazione MondoPMI
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Come funziona il programma di incentivi per l’autoimprenditorialità e quali sono le novità introdotte per il 2021.

 

Banca Ifis

 

Resto al Sud: chi può richiedere gli incentivi e qual è l’importo ottenibile

Resto al Sud è il programma di incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego gestito da Invitalia e riservato a chi vuole avviare o sviluppare un’attività imprenditoriale o come libero professionista nelle regioni del sud Italia. Nella versione del 2021 l’incentivo è rivolto a chi risiede in Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sardegna e Sicilia, oltre a chi vive nei territori di Umbria, Marche e Lazio colpiti dal terremoto del 2016/2017.

Per richiedere gli incentivi è necessario avere tra i 18 e i 55 anni. Nei comuni del cratere sismico in cui oltre il 50% degli edifici è inagibile non ci sono limiti di età.

Il programma assegna degli incentivi sotto forma di prestiti a tasso zero e di contributi a fondo perduto. Ogni iniziativa imprenditoriale può essere finanziata per un importo massimo di:

  • 60.000 euro per le imprese individuali;
  • 50.000 euro per ogni proponente, fino ad arrivare a un massimo di 200.000 euro per le società composte da 4 persone.

Possono ottenere il finanziamento le imprese attive nei settori industriale, dell’artigianato, del turismo, dei servizi, della trasformazione di prodotti agricoli o della pesca e le attività dei liberi professionisti. Le spese ammissibili vengono coperte fino al 100%. Sono considerate ammissibili le spese relative a:

  • ristrutturazione e manutenzione di immobili;
  • acquisto di impianti, attrezzature e macchinari;
  • acquisto di programmi informatici e servizi di telecomunicazioni;
  • spese di gestione.

Non rientrano tra le spese incentivabili, invece, le spese di promozione, i costi sostenuti per consulenze e le spese per il personale.

Le iniziative imprenditoriali ammesse ad accedere all’incentivo ricevono un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato che viene garantito dal Fondo di garanzia per le PMI e i cui interessi sono a carico di Invitalia.

Per il 2021 i programmi Resto al Sud e Resto Qui hanno una dotazione di 1 miliardo e 250 milioni di euro. Per richiedere gli incentivi è sufficiente inoltrare la domanda tramite la piattaforma di Invitalia. Le richieste vengono analizzate e finanziate secondo un ordine cronologico.

Le principali novità per l’edizione 2021 del programma di Invitalia

L’edizione 2021 del programma Resto al Sud presenta tante interessanti novità che ampliano la platea dei possibili beneficiari della misura.

La novità più rilevante è l’innalzamento del limite di età per l’accesso agli incentivi. Fino allo scorso anno la misura era riservata a chi aveva un’età compresa tra 18 e 45 anni. Da quest’anno possono invece fare richiesta per l’accesso agli incentivi le persone fino a 55 anni di età.

È stata rivista in senso più favorevole a chi ottiene gli incentivi anche la composizione dei contributi concessi. Se fino allo scorso anno era possibile ottenere un contributo a fondo perduto pari al massimo al 35% delle spese ammissibili e un finanziamento bancario a tasso zero fino al 65% delle spese ammissibili, a partire dal 2021 il contributo è suddiviso in somme di pari importo.

Per le imprese che terminano con successo il programma di investimenti iniziale, è previsto inoltre un ulteriore contributo a fondo perduto, pari a 15.000 euro per le iniziative imprenditoriali individuali e che arriva fino a 40.000 euro per le società (10.000 euro per ogni socio).

Al programma Resto al Sud si è poi aggiunto Resto Qui, l’analoga versione riservata a chi vive nei 116 comuni di Marche, Umbria e Lazio e che rientrano nei confini del cratere colpito dai terremoti del 2016 e del 2017.