Riduzione IRAP e fondo taglia-tasse: le novità allo studio del governo per le PMI

Studio Baldassi
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Buone notizie per tutte le Piccole Medie Imprese: durante un incontro tenuto nella giornata di ieri con i Giovani di Confindustria, il Ministro dell’Economia Grilli ha affrontato il tema della pressione fiscale sulle imprese. Grilli ha spiegato come sia allo studio del governo la riduzione dell’IRAP a partire dal 2014. L’obiettivo, oltre che portare ad un decremento delle tasse, è quello di porre l’accento sull’annullamento dell’incertezza normativa che ha invogliato negli ultimi tre anni ad intentare ben 218 mila cause fiscali da parte delle imprese.

Questi dati allarmanti confermano come la mancanza di una legislazione puntuale ed esente da possibile erosione da parte delle imprese stia riducendo il gettito ottenibile dal governo. Va detto che tale tributo è destinato al finanziamento delle spese sanitarie nazionali ed è difficile immaginare in periodo di crisi un metodo alternativo di recepimento di risorse. La certezza del pagamento permetterebbe dunque all’Esecutivo di avere dei dati puntuali sul gettito ottenibile, e contemporaneamente di rimodulare al ribasso il ricorso a tale tributo.

L’intervento di Grilli non si è limitato ad affrontare il tema dell’IRAP, ma ha trattato la totalità della pressione fiscale per le aziende. Il rischio infatti è che, nonostante i conti dello Stato siano in costante miglioramento, non sia possibile garantire una minor pressione tributaria alle PMI, compromettendo gli sforzi che l’Esecutivo sta compiendo per migliorare la competitività delle imprese nazionali.

Il Ministro ha precisato che sarà molto difficile (ma non improbabile) che non venga aumentato di un punto l’aliquota più alta dell’IVA (21%), mantenendo però inalterata quella del 10%. Allo stesso tempo è entrato in commissione un emendamento orientato a ridurre le tasse per cittadini ed imprese, grazie al surplus di incassi generati dall’inasprimento della lotta all’evasione nel 2012. A questo si aggiungono i ridotti pagamenti di interesse sul debito, che favoriti dal recente decremento dello spread sui Titoli di Stato (e quindi dal calo dei rendimenti su Btp e BoT), porteranno ad un probabile risparmio statale ed all’abbassamento delle tasse per i contribuenti.