Jobs Act: cosa cambia per i nuovi assunti con la Riforma del Lavoro

Redazione MondoPMI
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La Riforma del Lavoro voluta dal governo Renzi, già delineata nei sui punti principali, è ancora in fase di contrattazione con parti sociali e forze politiche.

Se il Jobs Act già approvato al senato non subirà modifiche alla camera, il nuovo Contratto a Tutele Crescenti  sarà applicato solo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, mentre per i vecchi assunti non cambierà nulla.

Questo il linea teorica, perché rimane in sospeso però la Riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, in tal caso invece verranno modificati tutti i contratti in essere in particolare per quanto riguarda le regole sul licenziamento giustificato.

  • Per tutti i lavoratori già in possesso di un contratto a tempo indeterminato non è quindi sicura l’attuazione delle regole, in particolare in materia di licenziamenti.
  • Per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato sarà applicata la nuova formulazione a tutele crescenti. In tal caso le categorie interessate saranno i giovani che entrano nel mondo del lavoro, disoccupati riassorbiti, e gli impiegati che si spostano da un impiego ad un altro.

Nel testo che ha accompagnato la delega al governo approvato al Senato viene infatti introdotto, al comma 7 punto c, il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio, che assorbirà gran parte delle nuove assunzioni ma non è detto che sostituisca le forme contrattuali oggi in essere.

Sarà quindi il canale più gettonato ed ambito per entrare nel mondo del lavoro, ma non è detto che potrà sostituire totalmente tutte le altre formule contrattuali di ingresso oggi esistenti (progetto, inserimento, collaborazione…).

Resteranno sicuramente in vigore quei contratti, in particolare l’apprendistato, che contengono un profilo lavorativo e uno formativo, molto utilizzato in Francia e Germania ma che stenta ancora a decollare nel nostro Paese.

Per quanto riguarda le Piccole Medie Imprese, secondo il vicedirettore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini, è bene mettere in chiaro i costi per le aziende: “L’introduzione di un contratto a tutele crescenti, la definizione dell’entità, dell’eventuale articolazione e della progressione delle tutele non dovrà determinare un aumento dei costi di aggiustamento dei livelli occupazionali delle imprese”.

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