Rilancio aree di crisi industriale, in arrivo 124 milioni

Lo sportello d'accesso è aperto dal 4 aprile.

Laura Aglio
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Sostegno alle imprese e all’occupazione nelle zone in difficoltà economica: questo l’obiettivo degli interventi previsti dalla legge 181-1989 e gestiti da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia.

La legge, riattivata dal decreto del 9 giugno 2015 e che ha rivisto la disciplina delle agevolazioni per la riqualificazione delle aree di crisi industriale, interviene su due tipologie di territori:

  • le aree di crisi industriale complessa, cioè specifici territori in recessione economica e con problemi occupazionali di rilevanza nazionale;
  • le aree di crisi industriale non complessa, individuate dal decreto direttoriale del 19 dicembre 2016, sulla base delle proposte avanzate dalle Regioni.

In entrambi i casi le agevolazioni sono destinate a programmi di investimento produttivo, per la tutela ambientale, il turismo e in misura ridotta (fino al 20% dell’investimento) a progetti di innovazione organizzativa, proposti da imprese costituite in società di capitali, comprese le società cooperative e le società consortili.

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Aree di crisi industriale non complessa

124 milioni di euro, che a partire dal 4 aprile andranno a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile, di cui 44 milioni di euro per gli accordi di programma, per gli incentivi della legge 181-1989 ai programmi di investimento nelle aree di crisi industriale non complessa.

Le Aree di crisi industriale non complessa si intendono come quelle situazioni di crisi industriale che presentano un impatto significativo sullo sviluppo e l’occupazione nei territori interessati. Sono individuate dal Ministero dello Sviluppo Economico su proposta delle regioni sulla base di specifici indicatori ISTAT.

La modulistica per partecipare è disponibile qui >> http://bit.ly/RilancioAreeCrisiIndustriale

La legge 181/89 finanzia iniziative imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico locale e creare nuova occupazione, attraverso progetti di ampliamento, ristrutturazione e delocalizzazione.

Gli incentivi sono stati riavviati con la pubblicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 giugno 2015, con importanti novità:

  • sono finanziabili anche i programmi di investimento per la tutela ambientale, il turismo e i progetti di innovazione organizzativa;
  • la partecipazione al capitale sociale da parte di Invitalia non è più obbligatoria.

L’incentivo è rivolto alle imprese costituite in società di capitali, comprese le società cooperative e le società consortili e devono prevedere spese di investimento per almeno 1,5 milioni di euro.

Le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile con:

  • contributo a fondo perduto in conto impianti;
  • contributo a fondo perduto alla spesa;
  • finanziamento agevolato.

Invitalia infine valuterà i progetti, erogherà le agevolazioni e monitorerà l’avanzamento dei programmi di investimento.

Aree di crisi industriale complessa

 Si tratta di specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale. La complessità può essere dovuta alla crisi di una o più imprese di grande o media dimensione che ha avuto importanti effetti sull’indotto, oppure, alla grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio. Gli obiettivi sono:

  • ripresa delle attività industriali
  • salvaguardia dei livelli occupazionali
  • sostegno dei programmi di sviluppo
  • attrazione di nuovi investimenti
  • riqualificazione e recupero ambientale

Le aree oggetto di tale intervento sono:

  • Rieti;
  • Piombino;
  • Livorno;
  • Massa Carrara;
  • Gela;
  • Taranto;
  • Porto Torres e Portovesme;
  • Terni – Narni;
  • Costacciaro (PG);
  • Trieste;
  • Frosinone – Anagni e Comune di Fiuggi;
  • Venafro-Campochiaro-Bojano;
  • Val Vibrata-Valle del Tronto Piceno;
  • Fabriano, Gaifana/Nocera Umbra, Matelica (MC), Sassoferrato (AN), Ancona;
  • Sestri Ponente (Genova);
  • Termini Imerese;
  • L’area di Venezia – Porto Marghera.

Per maggiori informazioni visita il sito Internet di Invitalia.

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Image credit: shutterstock