Sconti fiscali e incentivi per le imprese che puntano sulla Ricerca&Sviluppo

Studio Baldassi
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Dopo tre rinvii, potrebbe finalmente arrivare in Consiglio dei Ministri il decreto intitolato “Misure urgenti per il riordino degli incentivi, la crescita e lo sviluppo sostenibile” del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.

Le principali questioni affrontate dal decreto riguardano:

Credito d’imposta per chi investe in ricerca: già dall’anno fiscale in corso, tutte le Piccole Medie Imprese che iscrivono a bilancio almeno 50.000 euro per investimenti in R&S potranno godere di un beneficio fiscale del 30% sull’ammontare delle relative spese e potranno usufruire di un credito d’imposta fino a 600.000 euro. Tra le spese che consentiranno di beneficiare dello sconto fiscale rientrano anche quelle per l’assunzione, a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato, di professionalità di alto livello (laureati magistrali in discipline tecnico-scientifiche e dottorati di ricerca).

Innalzamento, da 400.000 a 600.000 euro, del tetto massimo di fatturato per applicare la contabilità semplificata: sarà dunque maggiore il numero di imprese di servizi che potranno beneficiare del pagamento trimestrale dell’IVA e di procedimenti burocratici più snelli (la soglia per le imprese che commerciano beni resta, invece, la stessa: 700.000 euro).

Sblocco di 2 miliardi di euro del Fondo rotativo per il sostegno agli investimenti.

Raddoppio, da 516.000 euro ad 1 milione, della soglia per accedere alla compensazione dei crediti fiscali; Il tetto potrà salire fino a 2 milioni se l’impresa che vanta il credito IVA ha un bilancio certificato.