Scuola e artigianato: nuovi motori per l’impresa

Studio Baldassi
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Le competenze necessarie per entrare a far parte del mondo del lavoro sono molteplici e differenti a seconda del settore e della specializzazione richiesta. Per “competenza” solitamente s’intende la capacità di mobilitare verso uno specifico obiettivo conoscenze e abilità che sono state acquisite tramite apprendimento scolastico e non. Spesso però le competenze sono parte integrante dell’approccio e del carattere di una persona che deve, oggi più di ieri, formarsi e maturare all’interno di aule scolastiche.

Imprenditori e professionisti lamentano il distacco dell’istruzione pubblica dal mondo del lavoro. Gran parte dei giovani italiani una volta terminati gli studi faticano a trovare un impiego, d’altro canto piccole e medie imprese, soprattutto in questo periodo di recessione, ricercano personale con esperienza da calare subito nel contesto lavorativo. Lavoro manuale ma anche lavoro di squadra, per progetti e intraprendenza, sono tutte abilità di cui l’impresa ha bisogno nell’immediato.

Il Ministro Profumo ha recentemente firmato il decreto per introdurre dal prossimo anno scolastico i libri digitali all’interno delle scuole italiane, innovazione necessaria per tagliare le spese ma non sufficiente in ottica evolutiva. Il supporto tecnologico dovrà essere accompagnato da una nuova mentalità per avvicinare i percorsi formativi alle professioni, rilanciando i lavori artigianali. Vediamo tre driver della formazione da implementare per collegare scuola e impresa.

Esperienza. Oggi la scuola ha bisogno di nuovi spazi per costruire esperienza e “sporcarsi le mani”. La presenza di lab e workshop fa la differenza ma solo nel caso si tratti di strumenti continuativi e consolidati nel tempo. Le scuole devono costruire una partnership solida con le aziende, per assimilare quella parte di know-how oggi in molti casi assente. Il tutor deve gradualmente trasformarsi in mentor: una figura interessata allo studente, che gli mostra la “cassetta degli attrezzi”, lo mette alla prova e gli mostra la via.

Attenzione. I lavoratori moderni abbandonano un compito per un altro in media ogni tre minuti secondo Gloria Mark, docente dell’Università della California. Il multitasking è insito nel cervello umano, per superare questa frammentazione è bene procedere per priorità. Imparare a classificare il lavoro per importanza, organizzando i propri task, è fondamentale all’interno di organizzazioni strutturate ma anche in realtà dinamiche di piccole e medie dimensioni.

Territorio. Un aspetto spesso poco considerato nelle politiche per l’istruzione è l’economia territoriale. I giovani italiani devono poter toccare con mano le possibilità offerte dal territorio. Per far ciò, le scuole devono spiegare ma soprattutto inserire gli studenti nelle diverse realtà imprenditoriali e artigianali locali. Le PMI possono, in tal senso, offrire un valido supporto nella costruzione di momenti formativi dedicati.

I giovani sono il futuro della Piccola Media Impresa italiana. Molti ragazzi non ambiscono, contrariamente a quanto succede in Paesi come Sve­zia o Finlandia, ad un impiego in ruoli pro­dut­tivi e manuali. Una pro­spet­tiva che risulta essere molto remota, contemplata solo dal 5% degli stu­denti con­tro il quasi 50% di lavori che nel nostro Paese sono legati a queste mansioni. È dunque necessario creare convergenza tra scuola e lavoro per cambiare questa attitudine, offrendo una formazione ricca di tradizione e concretezza, rivalutando, soprattutto nelle scuole superiori, quei lavori artigianali ricchi di storia e passione.