Sospensione delle rate dei mutui: in crescita le richieste

ABI pubblica i nuovi dati sull'iniziativa "Imprese in Ripresa"

Redazione MondoPMI
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ABI aggiorna lo stato dell’iniziativa “Imprese in Ripresa”, il meccanismo con cui il sistema bancario dal 2015 interviene per aumentare la capacità di resistenza delle PMI, attraverso sospensione delle rate dei mutui o allungamento dei finanziamenti in corso.

I dati resi noti dall’ABI sono aggiornati al 31 luglio. Per quanto riguarda le richieste di sospensione delle rate dei mutui, rispetto all’ultima rilevazione datata marzo 2017 (di cui abbiamo dato conto qui) il controvalore totale degli interventi sale a 4,9 miliardi di euro, contro i 4,7 precedenti.

Le domande di intervento accolte toccano le 16.825 e sono in crescita di circa 600 unità nei 4 mesi considerati. la liquidità aggiuntiva messa a disposizione delle aziende con questo strumento è calcolata in 627 milioni di euro, anche qui in crescita di circa 25 milioni di euro rispetto alla rilevazione precedente.

In riferimento invece allo strumento di allungamento dei piani di ammortamento, le domande in questa tornata si portano a 6775, con un incremento di circa 1400. L’incremento nel debito residuo oggetto di allungamento è di circa 300 milioni di euro, portandosi da 1,1 a 1,4 miliardi

L’accordo che consente la sospensione delle rate dei mutui e che ha dato origine a “Imprese in Ripresa” coinvolgendo associazioni di impresa, ABI e singole banche, prevede che si possa richiedere l’utilizzo di questi strumenti anche se vi si è fatto già ricorso in precedenza, purché ciò non sia avvenuto nei 2 anni precedenti alla domanda attuale.

Sospensione delle rate dei mutui: distribuzione territoriale e per settori

Sul piano territoriale, la distribuzione delle richieste di sospensione delle rate segue in maniera piuttosto precisa la distribuzione delle imprese sul territorio: al Nord si colloca il 64,5% dei richiedenti; al Centro il 19,8%, mentre il 15,7% delle domande proviene da aziende del Sud.

Per quanto riguarda i settori più toccati dalla necessità di rivedere le proprie scadenze di rimborso, commercio e alberghiero sono al primo posto, mentre l’agricoltura si colloca all’ultimo. La categoria residuale di “altri servizi”, però, prende la maggioranza relativa delle domande presentate, a testimonianza anche dell’evoluzione nel tessuto industriale del paese che si assesta su numeri importanti per il terziario. Questa la distribuzione settoriale delle domande

– il 21,4% settore “commercio e alberghiero”;
– il 13,7% settore “industria”;
– il 16,4% settore “edilizia e opere pubbliche”;
– il 12,6% settore “artigianato”;
– il 9,2% settore “agricoltura”;
– 26,7% “altri servizi”.