Squinzi e la nuova Confindustria: “burocrazia e fisco zavorre intollerabili per le imprese”

Studio Baldassi
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Nella giornata di ieri Giorgio Squinzi ha affrontato il suo primo discorso da Presidente di Confindustria. Durante l’assemblea, il neo eletto ha annunciato quali sono le linee politiche che intende proporre al governo per offrire quella che lui stesso ha definito “una missione al servizio delle imprese”.

L’intervento è stato suddiviso in due parti: nella prima analisi, il Presidente ha voluto evidenziare le attuali condizioni strutturali sfavorevoli che stanno minando la crescita e la competitività internazionale dell’intero sistema produttivo; in secondo luogo ha offerto degli spunti di riflessione utili per ammodernare e rendere più efficiente il Paese.

Squinzi ha evidenziato quattro elementi che frenano il ritorno alla crescita delle aziende, soprattutto quelle di minori dimensioni come le Piccole Medie Imprese. Tali temi necessitano, secondo il suo parere, di riforme importanti e di rapida realizzazione:

  • Pubblica amministrazione: il passaggio forse più sentito dal neo Presidente, il quale ha affermato che la sburocratizzazione della PA è una delle priorità da inserire nell’agenda di governo. Attraverso una riforma capace di ridurre il peso delle inefficienze ed il numero dei dipendenti in esubero, si potrebbe ottenere un risparmio pari a circa 45 miliardi di euro, come evidenziato da altri casi di successo a livello europeo.
  • Pressione fiscale: oggi in Italia la pressione tributaria sulle imprese è pari al 68%, da qui la richiesta al governo di destinare i proventi della lotta all’evasione alla riduzione delle imposte alle attività che “producono ricchezza”, dando quindi un chiaro segnale sulla necessità di ridurre l’imponibile su imprese e lavoro, bocciando di fatto il nuovo Ddl Fornero.
  • Credito alle aziende: duro il giudizio del Presidente sui ritardi della PA, che li ha definiti “indegni per un Paese civile”. Nonostante ciò, Squinzi ha riconosciuto i passi avanti del governo sul credito alle imprese, ma ha anche affermato che non è sufficiente solo la compensazione dei debiti-crediti, ma è fondamentale una drastica riduzione dei tempi di attesa.
  • Credito bancario: il successore di Emma Marcegaglia ha auspicato anche una rapida modifica delle modalità di accesso al credito bancario, grazie a nuove convenzioni con l’ABI ed una rivalutazione delle Cassa Depositi e Prestiti. L’intento di scongiurare un nuovo credit cruch come quello che nei mesi scorsi ha portato molte imprese a dover chiudere i propri stabilimenti.

Nella seconda parte dell’intervento, il Presidente di Confindustria ha voluto elencare la sua “ricetta” per tornare ad essere un’economia fiorente dal punto di vista industriale, dando degli spunti di discussione sui prossimi provvedimenti che dovrebbero essere presi in considerazione dal governo.

In sintesi si è soffermato su:

  • la necessità di ampliare la collaborazione tra PMI attraverso il contratto di rete;
  • migliorare la ecosostenibilità aziendale ed il ricorso ad energia alternativa;
  • aumentare il peso della tecnologia nelle nostre aziende, studiando un piano per l’agenda digitale al fine di allinearsi agli altri Paesi europei;
  • semplificare l‘internazionalizzazione delle imprese attraverso delle risorse dedicate;
  • incrementare il valore dell’istruzione ed il peso dello stesso nel mondo del lavoro, grazie a collaborazioni tra istituti ed aziende anche in termini di ricerca universitaria
  • irrigidire la lotta all’evasione ed alla criminalità;

 

 

Credit: foto ANSA