Transizione 4.0: cos’è e come ottenere le agevolazioni

Il piano Transizione 4.0 punta a incentivare gli investimenti privati e a favorire la transizione ecologica e la trasformazione digitale.

Redazione MondoPMI
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transizione 4.0

Transizione 4.0 è il nuovo piano industriale italiano che sostituisce Impresa 4.0, Industry 4.0, superammortamento e iperammortamento.

 

Banca Ifis

 

Cosa prevede il piano Transizione 4.0

Con il piano Transizione 4.0 è stato definito un articolato progetto di incentivi, pensato per agevolare le imprese che vogliono fare investimenti per ammodernare o digitalizzare i processi produttivi. Il piano riconosce un credito d’imposta alle imprese che scelgono di fare investimenti:

  • in beni strumentali, materiali o immateriali;
  • in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, innovazione ambientale e design;
  • nella formazione 4.0.

Gli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0 sono in vigore fino a dicembre 2022 e, complessivamente, la misura ha una dotazione di oltre 18 miliardi di euro.

Il credito d’imposta riconosciuto varia a seconda del tipo e dell’importo dell’investimento e può essere usato esclusivamente in compensazione. Le imprese che hanno ricavi o compensi fino a 5 milioni di euro possono usare il credito d’imposta in un’unica soluzione, mentre le altre imprese devono usarlo in tre anni.

Le aliquote di incentivo e gli investimenti ammessi

Per gli investimenti effettuati tra il 16 novembre 2020 e il 31 dicembre 2021 (il termine è esteso al 30 giugno 2022 per gli investimenti per i quali l’impresa ha lasciato un acconto di almeno il 20% dell’importo entro il 31 dicembre 2021), la Legge di Bilancio 2021 ha previsto delle maggiorazioni nelle aliquote del credito d’imposta e delle soglie di investimento.

Per gli investimenti in beni strumentali materiali per i quali in precedenza era riconosciuto il superammortamento è previsto un credito d’imposta del 10%. La stessa aliquota è prevista per gli investimenti in beni immateriali non 4.0. Per i beni funzionali allo smart working si applica invece un’aliquota del 15%.

Per i beni materiali e immateriali 4.0 sono previste aliquote differenziate a seconda dell’importo dell’investimento:

  • per gli investimenti in beni materiali strumentali fino a 2,5 milioni di euro, per l’anno 2021 è riconosciuto un credito d’imposta del 50%;
  • per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 30%;
  • per gli investimenti compresi tra 10 e 20 milioni di euro è previsto un credito d’imposta del 10%;
  • per gli investimenti in beni immateriali, invece, è riconosciuto un credito d’imposta del 20% su investimenti fino a 1 milione di euro.

Dal 2022 le aliquote di agevolazione torneranno al livello previsto originariamente per il piano Transizione 4.0: si parte con un’aliquota del 6% per i beni materiali e immateriali non 4.0; si passa a un’aliquota del 40% per gli investimenti in beni materiali strumentali fino a 2,5 milioni di euro; si applica infine un’aliquota del 20% agli investimenti in beni materiali strumentali compresi tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro e per i beni immateriali strumentali, per investimenti fino a 1 milione di valore.

Per tutto il 2021 si applicano aliquote maggiorate anche per gli investimenti fatti in ricerca e sviluppo, per l’innovazione tecnologica, per l’innovazione digitale e ambientale e per migliorare il design dei prodotti. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono agevolati per un importo massimo di 4 milioni di euro e con il riconoscimento del 20% di credito d’imposta (le soglie standard sono 3 milioni di euro di valore degli investimenti e 12% di aliquota). Gli investimenti che hanno a oggetto la transizione ecologica e l’innovazione digitale 4.0 possono ottenere l’agevolazione se hanno un valore massimo di 2 milioni di euro (dal 2022 sarà 1,5 milioni di euro) e si applica un’aliquota del 15% (dal 2022 del 10%). Per gli investimenti in design e nell’innovazione tecnologica si applica un’aliquota del 10% sugli investimenti fino a 2 milioni di euro (dal prossimo anno l’aliquota sarà del 6% su investimenti di valore fino a 1,5 milioni di euro).

Se si rispettano questi requisiti, si può chiedere il credito d’imposta a prescindere dalla forma giuridica e dal settore in cui opera l’impresa.